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Tomo secondo.
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662 Terza Parte."

zo , avendo il sig. Alfonso Davalo marchese del Guasto , ottenuto ,Sue pitture suiti eoi P“ r mezzo di fra Niccolò della Magna , da Michelagnolo Bonar-dtjegna di Michel a- roti un cartone d' un Cristo , che appire alla Maddalena ne 11'i ne ‘l° • orto ; fece ogni opera d’ avere il Puntormo , che glielo con-

ducesse di pittura , avendogli detto il Bonarroto, che niunopoteva meglio servirlo di costui . Avendo dunque condotta Ja-copo quest' opera a perfezione , ella fu stimata pittura rara_>per la grandezza del disegno di Michelagnolo , e per lo colo-rito di Jacopo . Onde avendola veduta il sig. Alessandro Vi-telli , il quale era allora in Fiorenza capitano della guardia de'soldati , si fece fare da Jacopo un quadro del medesimo cartone ,il quale mandò , e se porre nelle sua cale a Città di castello • Veg-gendosi adunque quanta stima faceste Michelagnolo del Purnor-mo , e con quanta diligenza esso Puntormo conducesse a perfezio-ne , e poneste ottimamente in pittura i disegni, e cartoni di Mi-chelagnolo ; fece tanto Bartolommeo Bottini , che il Bonarrotisuo amicissimo gli fece un cartone d’una Venere ignuda , corninCupido , che la bacia , per farla fare di pittura al Puntormo , emetterla in mezzo a una sua camera, nelle lunette della quale ave-va cominciato a far dipignere dal Bronzino , Dante, Petrarca , eBoccaccio , con animo di farvi gli altri poeti, che hanno con ver-si » e prose Toscane cantato d’ amore . Avendo dunque Jacopoavuto questo cartone , lo condusse , come si dirà , a suo agio a per-fezione in quella maniera 5 chela tutto il Mondo, lènza che io lolodi altrimenti ; i quali disegni di Michelagnolo furono cagione ,che considerando il Puntormo la maniera di quello artefice nobi-lissimo , se gli destasse P animo, e si risolvesse per ogni modo avolere , secondo il suo sapere , imitarla , e seguitarla • Ed alloraconobbe Jacopo , quanto avesse mal fatto a lasciarli uscir di manoP opera del Poggio a Cajano ; comechè egli ne incolpasse in granparte una sua lunga,e molto fastidiosa infermità,ed in ultimo la mor-te di papa Clemente , che ruppe al tutto quella pratica . AvendoRitratti diverse di Jacopo , dopo le già dette opere , ritratto di naturale in un qua-man» di Jacopo . dro Amerigo Antinori, giovane allora molto favorito in Fioren-za, ed estèndo quel ritratto molto lodato da ognuno, il duca-.Alessandro avendo fatto intendere a Jacopo, che voleva da luiessere ritratto in un quadro grande ; Jacopo per più comodità lo ri-trasse per allora in un quadretto grande , quanto un foglio di car-ta mezzana , con tanta diligenza, e studio, che P opere de’ mi-niatori non hanno che fare alcuna cosa con questa ; perciocché oltreal somigliare benissimo , è in quella testa tutto quello , che si puòdesiderare in una rarissima pittura ; dal qual quadretto , che è og-gi in guardaroba del duca Cosimo , ritrasse poi Jacopo il medesi-mo Duca in un quadro grande, con uno stile in mano, dileguan-do la