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Tomo secondo.
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664 Terza Parte.

gì airi dati flit mer- p u0 tne stiere , facendo il goffo , ebbe da lui , per pagamento d’avef-C edt a un miratoli . ^ mattonato alcune stanze , e fatto altri muramenti, un bellissi-

mo quadro di nostra Donna, il quale facendo Jacopo, tanto sol-lecitava , e lavorava in esso, quanto il muratore faceva nel mu-rare - E seppe tanto ben fare il prelibato Rollino , che oltre ildetto quadro , cavò di mano a Jacopo un ritratto bellissimo diGiulio cardinale de’ Medici, tolto da uno di mano di Raffaello ,e da vantaggio un quadretto d’un Crocifìsso molto bello , il qua-le , sebbene comperò il detto magnifico Ottaviano dal Rollinomuratore per cosa di mano di Jacopo, nondimeno si sa certo,cip egli è di mano di Bronzino, il quale lo fece tutto da per se,mentre stava con Jacopo alla Certosa, ancorché rimanesse poi ,non so perché, appresso al Puntormo ; le quali tutte tre pitture,cavate dall' industria del muratore di mano a Jacopo, sono oggiin casa M- Alessandro de' Medici , figliuolo di detto Ottavia-no . Ma ancorché questo procedere del Puntormo, e questo suoslìtu- vivere solitario, e a suo modo, suste poco lodato, non è però,*d!£*d, r Ucopo difesa se chicchessia volesse scusarlo , che non fi potesse . Conciossiachè didall'autore . quell’ opere , che fece , se gli deve avere obbligo , e di quelle , chenon gli piacque di fare , non lo incolpare , e biasimare. Già nonè niuno artefice obbligato a lavorare, se non quando , e per chi glipare : e s' egli ne pativa , suo danno . Quanto alla solitudine , ioho sempre udito dire , eh’ eli’ è amicissima de gli iludj ; ma quan-do anco così non fosse, io non credo, che lì debba gran fattobiasimare , chi senza offesa di Dio , e del prossimo vive a suomodo, e abita, e pratica secondo, che meglio aggrada alia suanatura - Ma per tornare ( lasciando queste cose da canto ) ali’ ope-re di Jacopo ; avendo il duca Alessandro fatto in qualche parteDipinge nella villa racconciare la villa di Careggi , stata già edificata da Cosimo vec-diCareggi • chio de’Medici, lontana due miglia da Firenze , e condotto

1’ ornamento della fontana, e il laberinto, che girava nel mez-zo d’ un cortile scoperto , in sul quale rispondono due logge ; or-dinò sua Eccellenza, che le dette logge si facessero dipignere da Ja-copo , ma se gli desse compagnia, acciocché le finisse più presto, e laconversazione , tenendolo allegro, suste cagione di farlo, senza tantoandar ghiribizzando, e stillandosi il cervello, lavorare. Anzi ilDuca stesso , mandato per Jacopo , lo pregò , che volesse dar quell'opera quanto prima del tutto finita . Avendo dunque Jacopochiamato il Bronzino, gli fece fare , in cinque piedi della volta ,una figura per ciascuno, che furono la Fortuna, la Giustizia , laVittoria , la Pace , e la Fama . E neli’ altro piede , che in tuttosono sei , fece Jacopo di sua mano un Amore . Dopo , fatto il di-segno d’alcuni putti, che andavano nell’ovato della volta, condiversi animali in mano, che scortano al disotto in su, gli fece

tutti,