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Tomo secondo.
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Vita di Simone Mosca . 67?

molto giovamento, ed utile a quella città , facendo a molti, di-segni d’ architettura per case , ed altri molti edilizj. E fra 1 ’ altrecose fece in quella città la pianta , e la facciata della casa di Mesi.Raffaello Gualtieri, padre del vescovo di Viterbo > e di Mesi.Felice, ambi gentiluomini , e Signori onorati , e virtuosiiìimi :ed alli signori conti della Gervara similmente le piante d’alcunecase. Il medesimo fece in molti de' luoghi a Orvieto vicini, edin particolare al sig. Pirro Colonna da Stripicciano , i modelli dimolte sue fabbriche, e muraglie. Facendo poi fare il Papa in_.Perugia la fortezza , dov’ erano state le case de' Paglioni, AntonioSangallo , mandato per il Mosca , gli diede carico di fare gli or-namenti , onde furono con suo disegno condotte tutte le porte ,finestre , cammini, ed altre sì fatte colè , ed in particolare duegrandi, e bellissime armi di sua Santità ; nella quale opera avendoSimone fatto servitù con M. Tiberio Crispo, che vi era castellano ,fu da lui mandato a Bolsena , dove nel più alto luogo di quel ca-stello , riguardante il lago , accomodò parte in fui vecchio , eparte sondando di nuovo, una grande, e bella abitazione , conuna salita di scale bellissima , e con molti ornamenti di pietra . Nèpassò molto , eh’ essendo detto M. Tiberio fatto castellano di ca-stel sant’ Agnolo , fece andare il Mosca a Roma , dove si fervi dilui in molte cose nella innovazione delle stanze di quel castello.E fra 1 ’ altre cose gli fece fare sopra gli archi , che imboccano la log-gia nuova , la quale volta verso i prati, due armi del detto Papadi marmo, tanto ben lavorate , e traforate nella mitra, ovveroregno , nelle chiavi, ed in certi festoni, e mascherine , eh’ ellesono maravigliose . Tornato poi ad Orvieto per finire 1 ’ opera_»della cappella , vi lavorò continuamente tutto il tempo , che vissepapa Paolo , conducendola dì sorta , eh’ ella riuscì, come si vede ,non meno eccellente che la prima , e forse molto più ; percioc-ché portava il Mosca, come s’è detto, tanto amore ali’arte, etanto si compiaceva nel lavorare , che non si saziava mai di fare,cercando quasi l’impossibile , e ciò più per desiden'o di gloria , ched’accumulare oro , contentandosi più di bene operare nella stia pro-fessione , che d’acquistare roba . Finalmente essendo Panno 1550.creato Papa Giulio III. pensandosi , che dovesse metter mano da do-vere alla fabbrica di s. Piero, se ne venne il Mosca a Roma, etentò con i deputati della fabbrica di s. Piero di pigliare in som-ma alcuni capitelli di marmo, più per accomodare Gio. Domeni-co suo genero, che per altro. Avendo dunque Giorgio Vasari,che portò sempre amore al Mosca, trovatolo in Roma , dove aneli’egli era stato chiamato al servizio del. Papa, pensò ad ogni modod’avergli a dare da lavorare ; perciocché avendo il cardinale vecchiodi Monte , quando morì, lasciato agli eredi, che se gli dovesse

fare

Varj lavori d'archi-tettura in Orvieti :e nel territorio .

In Bolsena .

In Berna a eajlels Angelo .

Termino la suddettacappella d’ Orvieto ,

Pensiero del Vasariu’impiegar Simone nellavoro d‘ unasepol -tura del cardinal diMonte •