Vita di Girolamo, ed altri. 68r
duca II. Io trattenne assai tempo , facendogli dipignere barde_»da cavallo , che s’ usavano in quei tempi, in compagnia di Ti-moteoda Orbino 1 , pittore di assai buon nome, e di molta espe-rienza : insieme col quale fece una cappella di s. Martino nelvescovado per M. Gio. Piero Arrivabene Mantovano, allora—,vescovo d'Orbino , nella quale l'uno, e 1'altro di loro riuscì dibellissimo ingegno , siccome l’opera ideila dimostra , nella qual' èritratto il detto vescovo , che pare vivo . Fu anco particolar*mente trattenuto il Genga dal detto Duca per fare scene, ed ap-P- Ili- R r r r para-
Varj suoi lavoriUrlino.
in
i Nel cod. 231. tra’ mss. delMarchese Capponi, che fono nel-la libreria Vaticana , ii contiene1. Viaggio per Roma per vederele pitture, che in essa si ritrova-no.2. Alcune considerazioni intor-no a quello , che hanno scritto al-cuni autori ( cioè il Lomazzo , eil Vasari ) in materia di pittura .3. Alcune Vite di pittori. L’ ope-ra è di Giulio Mancini Senese na-to in Monte Ascino medico d’ Ur-bano Vili. di cui scrisse l’elogioGiano Nicio Eritreo , o sia Gio.Vittorio de’ Rossi . Tra le detteVite è quella del Genga, nella—,quale si dice, che queste stanze nonfurono opera del Genga, come diceil Vasari , ma di Luca Signorelli,come si legge in una parte di quel-la pittura, ma è scritto in Gre-co , onde il Mancini scusa il Va-sari , che non intendeva quella lin-gua . Tuttavia non credo , che ilVasari ne fosse tanto ali’ oscuro ,che non sapesse almeno leggere ilGreco, poiché veggo , che nellasala regia del Vaticano, nel granquadro , in cui egli dipinse s. Ca-terina,che riconduce a Roma Gre-gorio XI. e con esso la s. Sede, po-se il suo nome con i’ iscrizioneGreca , che si legge a cart. 28. del-la Descrizione del palazzo Vatica-no . Il Vasari a cart. 515. del t. 1.dice in poche parole , che il Si-gnorelli fece in Siena una tavolada altare, e che poi andò a Firen-ze , e non parla delle stanze del
Ferrucci; ma tuttavia credo , chel’iscrizione provi abbastanza, chequelle pitture sieno del Signorel-li. Ma a dir vero anche nel raccon-to del Vasari è dello sbaglio . Poi-ché pare dalle lue parole, che ilGenga stesse in Siena fino alla mor-te di Pandolfo Ferrucci , la qualeseguì nel fjr2. Morto poi Vandol-fo , se ne tornò a Orbino ( dice ilVasari ) dove Guidobaldo duca II.
10 trattenne affai tempo , come siraccoglie dalle molte opere , che
11 Vasari narra aver quivi fatto.Ma poi sa, che il Genga vada aRoma, e da Roma sia richiamatoa Urbino , e quindi si porti a Man-tova , e a Cesena , e per tutto fac-cia opere , che richieggono annidi tempo per condurle a perfezio-ne . Poi ci dice , che andò a Por-li nel 1512. il che non può essere ,essendo questo 1 ’ anno , nel qualesembra esser partito di Siena . Suquesto errore di computo si sondail Mancini, ma può essere errorein quest’ultimo millesimo , comese ne son trovati tanti, e tantifinora in quest’ Opera per colpa dichi non seppe leggere 1 ' originale ,come io credo. Ma lasciando daparte tutte queste ragioni, e ve-nendo al fatto, chi ha vedute lepitture , ha conosciuto chiaramen-te , che sono del Signorelli, e cosi èl’universale tradizione in Siena an-che presso le persone, che non sonodell’ arte, correndoci troppo dallostile dell’ uno da quello dell’altro.