720 Terza Parte.
morto , che è in grembo alla madre , ha una grazia, e divinitàmaravigliosa. Similmente un quadro a olio di nostra Donna > eh’e gli dipinse a messer Enea Savinì dalla Costerella , è molto lodato,e una tela , che fece per Assuero Rettori da; Martino, nella qua-le è una Lucrezia Romana , che si ferisce, mentre è tenuta dalpadre, e dal marito, fatti con belle attitudini , e beila graziartiteste -Finalmente vedendo Gio-Antonio, che la divozione de’Sanesiera tutta volta alla virtù, e opere eccellenti di Domenico Bec-cafumi j e non avendo in Siena nè casa , nè entrate, e avendogià quasi consumato ogni cosa, e divenuto vecchio, e povero,Vecchio va a Volser- quasi disperato si partì da Siena , e se n’ andò a Volterra . E co-rit • me volle la sua ventura, trovando quivi messer Lorenzo di Ga-
leotto de’ Medici, gentiluomo ricco, ed onorato , fi cominciòa riparare appresso di lui, con animo di starvi lungamente. Esi ricovrì incus*dì così dimorando in casa di lui, fece a quel Signore in una telaiorenx.o Medici . il carro del Sole , il quale essendo mal guidato da Faetonte, caddenel Po . Ma si vede bene, che fece queir opera per suo passa-tempo , e che la tirò di pratica, lènza pensare a cosa nessuna,in modo è ordinaria da dovero, e poco considerata. Venutoglipoi a noja lo stare a Volterra , e in casa di quel gentiluomo , co-me colui, eh’era avezzo a essere libero, si partì, e andosseneaV* * Pisa . Pisa , dove per mezzo di Batista del Cervelliera , fece a mes-
ser Bastiano della Seta , operajo del duomo, due quadri, ches-ioì quadri in quel furono posti nella nicchia dietro ali’ altare maggiore del duo-Duomo . mo , accanto a quelli del Sogliano, e del Beccastrini . In uno è
Cristo morto, con la nostra Donna, e con l’altre Marie ; e_>nell’ altro il sacrifizio d’Àbramo, e d’Isaac suo figliuolo. Maperché questi quadri non riuscirono molto buoni , il detto ope-raio , che aveva disegnato fargli fare alcune tavole per la chie-sa , lo licenziò ; conoscendo , che gli uomini , che non stu-diano, perduto eh’hanno in vecchiezza un certo che di buono,che in giovanezza avevano da natura , si rimangono con una prati-ca, e maniera le più volte poco da lodare. Nel medesimo tempofinì Gio-Antonio una tavola, eh’egli aveva già cominciata a olioTavola per s. Maria per s. Maria della Spina , facendovi la nostra Donna col figliuolodella spina . in collo , ed innanzi a lei ginocchioni s. Maria Maddalena , e^,s. Caterina, e ritti da i lati s. Giovanni , s. Bastiano, e s. Giu-feppo , nelle quali tutte figure si portò molto meglio, che ne’due quadri del duomo . Dopo non avendo più che fare a Pisi , siDipinse in Laccane - condusse a Lucca , dove in s. Ponziano , luogo de’ frati di Montegli olivetani . Oliveto , gli fece fare un abate suo conoscente una nostra Donna,al salire di certe scale , che vanno in dormentorio ; la quale finita ,stracco, povero, e vecchio, se ne tornò a Siena , dove non vìsse poimolto ; perché ammalato , per non avere nè chi lo governasse , nè
di che