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Tomo secondo.
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Vita di Bastiàno detto Arist. 725Botile , che quella fu poi sempre la sua principale professione ,anzi, come vogliono alcuni, gli fu posto quel soprannome , pa-rendo , che veramente nella prospettiva fusse quello, che Ari-stotile nella filosofia. Ma come spesso addiviene, che da una som-ma pace, e tranquillità si viene alle guerre , e discordie; venutoTanno 1527. si mutò in Fiorenza ogni letizia, e pace in dispia-cere , e travagli, perché essendo allora cacciati i Medici, e dopovenuta la peste, e T assedio, si visse molti anni poco lietamente ;onde non si facendo allora da gli artefici alcun bene , si stetteAristotile in que’ tempi sempre a caia , attendendo a' suoi studj,e capricci. Ma venuto poi al governo di Fiorenza il duca Alesisandro, e cominciando alquanto a rischiarare ogni cosa , i gio-vani della Compagnia de’sancìhlli della Purificazione , dirim-petto a san Marco, ordinarono di fare una tragicomedia , ca-vata da i libri de' Re , delle tabulazioni , che furono per laviolazione disamar , la quale aveva composta Gio. Maria Pri-merani . Perché dato cura della scena , e prospettiva ad Ari-stotile , egli fece una scena la più bella ( per quanto capeva-. cil luogo )che susse stata ratta giammai, fi. perche oltre al beli ap- Là.parato , la tragicomedia fu bella per se , e ben recitata, e moltopiacque al du :a Alessandro , ed alla sorella, che l’udirono, fe-cero loro Eccellenze liberare T autore di essa , eh’ era in carcere ,con questo, che dovesse fare un’ altra commedia a sua fantasia. Ilche avendo fatto , Aristotile fece nella loggia del giardino de’

Medici, in su la piazza di s. Marco , una bellissima scena , e pro-spettiva , piena di colonnati , di nicchie , di tabernacoli , sta-tue , e moli' altre cose capricciose , che infin' allora in simili ap-parati non erano state usate ; le quali tutte piacquero infinitamen-te , ed hanno molto arricchito quella maniera di pitture. Il sog-getto della commedia su Giuseppa accusato sallamemente d’ averevoluto violare la sua padrona ; e perciò incarcerato , e poi libera-to per T interpretazione del sogno del Re. Essendo dunque ancoquesta soena molto piaciuta al Duca, ordinò, quando fu il tem-po , che nelle sue nozze, e di madama Margherita d’ Austria ,si facesse una commedia, e la soena da Aristotile in via di Sangal-lo , nella Compagnia de’ tessitori, congiunta alle case del Magni-fico Ottaviano de’ Medici ; al che avendo messo mano Aristo-tile, con quanto studio, diligenza, e fatica gli su mai possibile ,condusse tutto queir apparato a perfezione. E perché Lorenzo '■ one di di'bure-di Pier Francesco de’Medici, avendo egli composta la commedia 1 , r efi»LorenJo Me-che si aveva da recitare, aveva cura di tutto Papparato, e delle dici, e Aristotile.musiche , come quelli, che andava sempre pensando in che mò-do potesse uccidere il Duca , dal quale era cotanto amato , e

favo-

1 La commedia è intitolata TAlidosio.