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Tomo secondo.
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7Z2 Terza Parte.

in prospettiva » debba esser pagato delle fatiche della notte , e davantaggio del lavoro di molte settimane , nella maniera che sipagano le giornate di coloro , che non vi hanno fatica d' animo ,e di mane , e poca di corpo , bastando imitare , senza stillarsialtrimenti il cervello j come ha fatto Aristotile . E quando 1 ’ave-ste fatta voi, Perino , con più storie , e ornamenti - come dite ,non l’areste sorse tirata con quella grazia , che ha fatto Aristotile ;il quale in questo genere di pittura è con molto giudizio stato giu-dicato dal Cardinale miglior maestro di voi. Ma considerate , chealla fine non si fa danno, giudicando male, e non dirittamen-te, ad Aristotile, ma ali'arte, alla virtù, e molto più ali' ani-ma , elevi partirete dall’onesto per alcun vostro sdegno parti-colare , senza che chi la conosce per buona , non biasimerà 1 ' ope-ra , ma il nostro debole giudizio, e sorse la malignità, e nostracattiva natura . E chi cerca di gratuiti! ad alcuno, d’aggrandirele sue cole , o vendicarsi d’ alcuna ingiuria col biasimare , o menostimare di quel che sono le buone opere altrui, è finalmente daDio, e da gli uomini conosciuto per quello, eh’egli è, cioè permaligno, ignorante, cattivo. Considerate voi, che fate tutti ilavori di Roma , quello , che vi parrebbe , se altri stimasse le cosevostre , quanto voi fate 1 ’ altrui. Mettetevi di grazia ne’ pie diquesto povero vecchio, e vedrete, quanto lontano siete dall’ onesto »e ragionevole . Furono di tanta forza queste , ed altre parole , chedisse Giorgio amorevolmente a Perino , che si venne a una stimaonesta, e fu sodisfatto Aristotile, il quale con que’danari, conquelli del quadro mandato, come a principio si disse , in Fran-cia , e con gli avanzi delle sue provvisioni , se ne tornò lieto a Fi-renze , non ostante che Michelagnolo, il quale gli era amico,avesse disegnato servirsene nella fabbrica , che i Romani disegna-vano di fare in Campidoglio. Tornato dunque a Firenze Aristo-tile 1 ’ anno 1547- neil’andar a baciar le mani al sig. duca Cosimo ,pregò sua Eccellenza, che volesse, avendo messo mano a moltefabbriche , servirsi dell’opera sua, e ajutarlo ; il qual Signore,avendolo benignamente ricevuto , come ha fatto sempre gli uoministipendio assegnato- virtuosi , ordinò - che gli suste dato di provvisione dieci scudi il me-gli dal data Cosmo. se , e a lui disse, che sarebbe adoperato secondo l'occorrenze , chevenissero, con la quale provvisione, senza fare altro, viste alcuni anniSua morte. quietamente,e poi si morì d’anni 70 . sanno 1551- sul timo dì di Mag-

gio, e fu sepolto nella chiesa de’ Servi. Nel nostro libro sono alcunidisegni di mano d’Aristotile, e alcuni ne sono appresso Antonio Par-tiam', fra i quali sono alcune carte tirate in prospettiva bellissime.

Vissero ne’ medesimi tempi, che Aristotile, e furono suoiamici, due pittori, de’ quali farò qui menzione brevemente-.',perocché furono tali', che fra questi rari ingegni meritano d’ a-

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