Vita di Bastiano detto Arist. 733ver luogo, per alcune opere , che fecero , degne veramente^,d’essere lodate. L’uno fu Jacone, e l’altro Francesco Uberti- j acene , e francesconi 1 , cognominato il Bacchiacca . Jacone adunque non fece mol- vbtrtini contempo-te opere , come quelli , che se n' andava in ragionamenti, e * mui
b.ije , e si contentò di quel poco, che la sua fortuna, e pigri. r, I oUe%zia gli provvidero, che fu molto meno di quello , che avrebbeavuto di bisogno - Ma perché praticò assai con Andrea del Sarto ,disegnò beniisimo , e con fierezza , e su molto bizzarro, e santa- disegni'eccellenti , tstico nella positura delle sue figure, stravolgendole, e cercando bix,Mrri & l<* eont •di farle variate , e distèrenziate da gli altri in tutti i suoi compo-nimenti ; e nel vero ebbe assai disegno , e quando volle , imitò ilbuono. In Fiorenza fece molti quadri di nostre Donne, essendo i» Fìeren-
anco giovane, che molti ne furono mandati in Francia da' mer- M 'calanti Fiorentini . In s. Lucia della via de’ Bardi fece in unatavola Dio Padre , Cristo, e la nostra Donna con altre figure ;ed a Montici, in fui canto della cala di Lodovico Capponi, duefigure di chiaroscuro intorno a un tabernacolo. In s. Romeo di- <
pinse in una tavola la nostra Donna, e due Santi. Sentendo poiuna volta molto lodare le facciate di Polidoro , e Maturino fatte inRoma, senza che niuno il sapesse , sen’andò a Roma, dove stet-te alcuni mesi , e dove fece alcuni ritratti acquistando nelle cosedell’arte in modo , che riuscì poi in molte cose ragionevole dipin-tore . Onde il cavaliere Bondelmonti gli diede a dipignere di chia-roscuro una sua cala, che aveva murata dirimpetto a santa Trinità ,al principio di borgo lànt’ Apostolo, nella quale fece Jacone 3 istoriedella Vita d’ Alessandro Magno, in alcune cose molto belle, econdotte con tanta grazia, e disegno , che molti credono , che ditutto gli fissero fatti i disegni da Andrea del Sarto . E per vero di-re al faggio , che di se diede Jacone in quest’ opera , si pensò, cheavesse a fare qualche gran frutto. Ma perché ebbe sempre più ilcapo a darsi buon tempo , ed altre baje, ed a stare in cene, efeste con gli amici, che a studiare, e lavorare, piuttosto andò disim-parando sempre , che acquistando . Ma quello , eh’ era cosa nonso se degna di riso , o di compassione , egli era d’una compagniad’ amici , o piuttosto masnada , che sotto nome di vivere allafilosofica vivevano come porci, e come bestie : non si lavavanomai né mani , né viso, né capo , né barba : non spazzavano lacasa , e non rifacevano il letto, se non ogni due mesi una volta :apparecchiavano con i cartoni delle pitture le tavole , e non beve-vano
1 Di questi due pittori ha par- z 1 chiariscuri di questa saccia-lato il Vasari nella Vita dei Pon- ta fatti da Jacone sono in partetornio a cart. 66 5 . Francelco U- conservati, e son tanto belli, chebertini era per soprannome detto pajono di mano d’ Andrea delil Bachiacca . Sarto .