734 Terza Parte.
vano se non al fiasco 3 ed al boccale . £ quella loro meschinità S evivere 3 come si dice 3 alla carlona 3 era da loro tenuta la più bellavita del Mondo . Ma perché il di fuori suol’ essere indizio di quellodi dentro 3 e dimoltrare quali siano gli animi nostri 3 crederò 3come s’è detto altra volta 3 che così su stèro costoro lordi 3 e brutt-ti nell’ animo 3 come di fuori apparivano - Nella festa di s. Felice inpiazza ( cioè rappresentazione della Madonna 3 quando fu annun-ziata 3 della quale si è ragionato in altro luogo ) la quale fece laCompagnia dell’ Orciuolo s anno 1525» fece Jacone nell’ apparatodi fuori 3 secondo che allora si costumava , un belliiHmo arco trion-fale s tutto isolato 3 grande 3 e doppio 3 con otto colonne 3 pi-lastri e frontespizjs molto alto 3 il quale fece condurre a perfezio-ne da Piero da Sesto 3 maestro di legname molto pratico ; e do-po vi fece nove storie 3 parte delle quali dipinse egli 3 che furonole migliori sei’ altre Francesco Libertini Bacchiacca ; le quali sto-rie furono tutte del Testamento vecchio 3 e per la maggior partede’ fatti di Moisè . Essendo poi condotto Jacone da un frate S:o-U Corion*. petino suo parente a Cortona 3 dipinse nella chiesa della Madon-
na 3 la quale è fuori della città , due tavole a olio . In una è la no-stra Donna con san Rocco 3 sant’ Agostino , ed altri Santi ; e nell’altra un Dio Padre s che incorona la nostra Donna 3 con due San-ti da piè 3 enei mezzo è s. Francesco , che riceve le stimate ; lequali due opere furono molto belle. Tornatosene poi a Firenze 3Altre in Fiorenza. fece a Bongianni Capponi una stanza in volta in Fiorenza ; e almedesimo ne accomodò nella villa di Montici alcun’ altre . E fi-nalmente 3 quando Jacopo Puntormo dipinse al duca Alessan-dro 3 nella villa di Carcggi 5 quella loggia 3 di cui si è nella suaVita favellato 3 gli ajutòafare la maggior parte di quegli orna-menti di grottef, he 3 e altre cose ; dopo le quali si adoperò in cer-te cose minute 3 delle quali non accade far menzione . La sommaè 3 che Jacone spese il miglior tempo di sua vita in baje 3 andan-dosene in considerazioni 3 e in dir male di questo 3 e di quello.Essendo in qne’tempi ridotta in Fiorenza sarte del disegno inuna compagnia di persone 3 che più attendevano a far baj 3 ei agodere 3 che a lavorare ; e lo studio de’ quali era ragunarsi per lebotteghe 3 ed in altri luoghi 3 e quivi malignamente 3 e con lorogerghi attendere a biasimare l’opere d’alcuni 3 eh’ erano eccel-lenti 3 e vivevano civilmente e come uomini onorati. Capi dì que-sti erano Jacone 3 il Piloto orefice S ed il Tasso legnaiuolo; mail peggiore di tutti era Jacone 3 perciocché fra l’altre sue buoneSu* mordacità, parti 3 sempre nel suo dire mordeva qualcuno di mala sorta; on-de non fu gran fatto 3 che da cotal compagnia avessero poi col tem-po 3 come si dirà 3 origine molti mali 3 né che suste il Piloto 3 perla sua mala lingua 3 ucciso da un giovane . E perché le costoro
opera-