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VITA DI GIORGIONE DA CASTELFRANCO.
V.14 .T AGiuditta, o altra femmina, eh’ella sia, none di Giorgio-I -- ne, ma di Urlano, e sotto nome di lui si trova intagliatadal Piccini. V. nel tom. ni. a c. 377. e le note quivi aggiunte .
V . 23. Il cavalier Ridolfi part. 1. a c. 141. attribuisce questo Cristoa Tiziano, lodando al sommo questa pittura , che è veramente di lui, eil Vasari ha prelo sbaglio.
V. 2 6. Lo stesso Ridolfi part. 1. a c. 137. riprende il Vasari per averdetto, che Tiziano fosse scolare di Giorgione, dicendo ciò non poteressere , perché erano di pari età , allevati ambedue in casa di Gian Bel-lino . Ma oltre l’esserci molti esempi, anche fuori di pittura , di chi èstato maestro d’ un suo condiscepolo , poteva Giorgione essersi postoalcuni anni prima alla scuola del Bellino > Ma lasciando tutto questo ,il Ridolfi alcuni pochi versi sotto dice , che Tiziano divenne imitatoreed emulo di Giorgione , non prevalendo allora ( son parole del Ridolfi )neìli studenti , benché adulti , /’ albagia , avendo eglino per solo fine l'avan-zarsi in perfezione col seguire la vìa più lodata .
Nella nota correggi un errore d'astrazione , e in vece del Careggio ,leggi di Giorgione .
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VITA DI ANTONIO DA COREGGIO.
I L ritratto di questo pittore , che il Vasari non potè raccapezzare ,1 ’ abbiamo ricavato da una buona stampa intagliata da A. Belluzzi,dedicata al P. Sebastiano Resta della Chieià nuova di Roma da GiovanFrancesco Bugatto Milanese , e concittadino di detto Padre .
Fi9.Il cavalier Niccolò Uleughles nelle note al Dialogo del Dolce,dalui tradotto in Franzese, così scrisse a c.274. Antonio Lieto non era daCoreggia , ma da un piccolo luoghetto vicino , ove mi son portato per cu-riosità .
V. 24. Il buon P. Resta innamorato per altro del Coreggio , nel suoTarnaso de' pittori a c. 65. dice astolutamente , che il Coreggio su piùvolte a Roma , ma non so, donde lo cavi. Qui il Vasari dice chiaro ilcontrario ,e pure era quasi contemporaneo , perché nacque nell’anno,in cui morì il Coreggio . Ortenzio Landi, pur quasi contemporaneo,ne’sette libri de'Cataloghi stampati in Venezia nel 1552. in 8. a c.497. scri-ve del Coreggio :
„ Antonio Allegri da Coreggio , pittore nobilissimo, fatto dalla Na-„ tura più che da maestro alcuno , e di cui si veggiono, tra 1’ altre sue„ eccellenti opere , la nascita del nostro Signore posta in una cappel-„ la di s. Giorgio in Reggio . In Parma v’è una cupola di sua mano„ dipinta . Niuno meglio di lui pinse i bambini ; e i capelli dal vivo„ espresse. Morì giovane senza aver potuto veder Roma „.
Anche Benedetto Luti fu dell’opinione del Padre Resta ; ed unoprobabilmente 1 ’ avrà appreso dal!' altro. Il Luti lo conghiettura-va da questo , che il Coreggio nella cupola di Parma aveva fattialcuni Apostoli , eh’ eran tolti di pianta , diceva egli, da quelli , cheMelozzo da Forli aveva dipinti nella tribuna de’ ss. Apostoli. Se fossestato vero, che e’ fossero stati copiati per 1’ appunto , la cosa sarebbe
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