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Tomo secondo.
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re ( tom. z. a c. 668.) L* originale del Coreggio , oltre 1 * aver anneri,ta la testa della Madonna , ha molto patito .

oîgg. allanot, 2. Lunga , e imbrogliata è la disputa, se ilCoreggipsoste ricco, o povero , e se foste creduto un pittore abietto , e danulla, o pure eccellente . Da quello , che ho letto in varj autori, nonho potuto rimaner certo di questi due fatti, ma mi par di potere conqualche verisimiglianza concludere, che non era tanto povero , nètanto ricco , quanto altri hanno detto. Non era nè pure a un gran—»pezzo stimato, quanto valeva, ma dall’ altro canto non era in concettodi pittore da fantocci; poiché non sarebbe stato chiamato a Parma perdipignere cupole, tribune , e tavole . La sua modestia, e umiltà face-vano , che non era conosciuto il suo merito : e il disprezzare il danaro ,e il chiamarsi soddisfatto d’ ogni più basto pagamento, e d’uno stato me-diocre,e come dice qui il Vasari,!/ contentarsi del poco Io fece apparireda meno,e più povero di quel ch’era. E per dirlo in una parola,il vive-re da boniisimo cristiano, e non secondo le massime del Mondo, hadato motivo agli uomini del Mondo di farne un giudizio stravolto .

Queste massime cristiane furono nutrite dalla dimora, che egli fece inun piccolo luogo,dove non poteva avere un gran concetto di se stesso .Del resto possedeva qualcosa;poichè Pellegrino suo padre pel suo testa-mento fatto Pan.1538. lascia erede universaled’alcune possessioni Pom-ponio suo nipote, figliuolo del nostro Antonio già morto , e che riuscìun pittore mediocre . La sua famiglia sussisteva da 200. anni , edera imparentata con le meglio Case di Coreggio . Vi si contava un pit-tore , che si crede nonno d’Antonio , e che forse su quegli, che lo in-dirizzò alla pittura . Dal detto testamento si raccoglie, che la fami-glia del Coreggio non era tanto numerosa, quanto dice il Vasari ; poi-ché non vi si parla d’ altri, che del detto Pomponio , e d’una ragazzanubile, a cui Pellegrino costituisce la dote . Le pitture stesse, che so-gliono essere indizi dell’ animo del pittore , mostrano , che Antonioera tranquillo , e contento , e fuori d’ ogni angustia .

V.'j. Oltre le pitture del Coreggio nominate in questa Vita, eneitomo ni. in quella di Girolamo Carpi , si trova una Madonna inta-gliata eccellentissimamente da N. Edelinck, eh' è figurata lotto un ar-co , sedente col bambino sulle ginocchia addormentato , figura fino alginocchio.

Un’ altra Madonna simile col bambino, a cui regge la testa , e Io ba-cia , benissimo intagliata , ma senza nome d’intagliaiore .

Un’ altra parimente intagliata a maraviglia da Francesco Spierre ,e dedicata al P. Generale Paolo Oliva della Compagnia di Gesù. Ellasta a sedere , e porge la mammella al bambino per allattarlo, ma eglisi volge verso un angiolino .

Un' altra pur sedente, ma figura intera col bambino in camicia, checon la destra benedice, e tiene P altra mano nella sinistra della Madon-na . In lontananza è s. Giuseppe , che lavora ; intagliata da FrancescoAquila Palermitano , e dedicata a Gio: Pietro Bellori nel 1691.

Il celebre Ecce Homo di mezze figure intagliato da Agostino Caiacci,e dedicato al cardinal Arrigo Gaetano Legato di Bologna nel 1586.

Il s. Gio: Evangelista sedente dipinto a fresco sopra una porta di s.Gio:di Parma in atto di scrivere ,di cui abbiamo la stampa dedicata al prio-re Anton Francesco Reusi da Agostino di s. Agostino. Due