cfc fu tratto poi da Enrico IV. S* avverta , che Vosterman il giovaneha intagliata una s. Margherita in piedi, come questa del Re . ma indiversa attitudine, che potrebb’essere ricavata da imprimo pensie-ro di Raffaello , a cui 1 ’ attribuisce questo intagliatore . il detto qua-dro non è più a Fontanablò nella cappella del Re, ma bensì nel suogabinetto.
*Agg. alla nota . Il numero, che accenna questa nota, non è stato dal-lo stampatore posto al suo luogo . Io aveva intenzione , che soste po-sto al quadro di s. Elisabetta , che non trovavo registrato nel catalo-go del Re, ma m’ingannavo a cagione della mala espressione del Va-sari, che invece di una s. Elisabetta , doveva dire: ‘Una santa Fa-miglia , che è quella notata a c. 84. del detto catalogo , intagliata d*Edelinck eccellentissimamente , e quasi colla stessa perfezione rima-gliata pur a bulino da Giacomo Frey Svizzero, e non Fiammingo , co-me dice il P. Orlandi. Bensì manca il ritratto della Viceregina diNapoli, quando non si prendesse per esso il ritratto di Giovannad' Aragona registrato nel catalogo a c. 94. che vi si dice essere statomandato a Francesco I. dal cardinale Ipolito de' Medici . Ma nellaVita di fra Bastiano del Piombo a c. 476. trovo, che il detto cardina-le mandò al Re Francesco il ritratto della signora Giulia Gonzaga , chestava a Fondi, il che avrà potuto far nascere dell’ equivoco . Tutta-via due diffìcultà c’ incontro , 1' una, che quel ritratto non era dnRaffaello , e l’ altra , che la signora Giulia non è detta Viceregina diNapoli, benché credo verisimile, eh’ella fosse. Ma nella nota de’quadri di fra Bastiano posseduti dal Re , non è fatto memoria di que-sto ritratto ; onde la cosa rimane più scura , che mai.
*Agg- alla nota 2. Questa battaglia fu intagliata da Marco da Raven-na per eccellenza, e vi è la marca R. S. Si trova questa carta nellalibreria Corsini, e da piedi vi era un’iscrizione , della quale il temponon ha lasciato altro , che si possa leggere , che ^Antuerpiee .
V. 8. Adesso i trombetti stanno a sonare, quando i cardinali van.no alle cappelle a s. Pietro, fu la loggia di Castel s. Angelo , che èin faccia al ponte .
»/ tgg.alla nota della pagina antecedente . Fu intagliata la tavolassiGiulio , eh’ è nell’Anima, da M. L. cioè da Michele Lucchese , e dedi-cata a Giuliano Celarmi nel 1604.
V. 14. La zecca vecchia era , dove di presente è il banco di s. Spi-rito ; e il disegno dell’ edilìzio fu fatto da Bramante .
V. 25. Intorno a questo sito era la villa di Marziale I.4. epigr.64. cheè il posto, donde si vede tutta Roma, e donde , come egli dice ,
Totam pejjis <eHimare Bpmam .
V. 32. Nel tom. ni. del Richardson a c. 690. è la pianta del Te, ela descrizione del medesimo .
V. io. Anche il Felibien ne’Trattenimenti sopra le Vite &c. de’piùeccellenti pintori , edizione d’ Amsterdam del 1706. a c. 114. descrivequesto ammirabil palazzo, di cui sarebbe desiderabile, averne unapianta in misura, e più grande di quella imperfetta , che ce n’ ha da-ta il Richardson.
V. penultimo . Questi fregi di bassorilievo , che rappresentano gli or-
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