PROEMIO
deli’Editore.
IX
Q uantunque il Vasari abbia fatti a questa suaOpera molti proemi , che tre sono nel primostorno j e uno nel secondo , il quale ho stimatopiù proprio collocar qui appresto in fronte del terzo»e quantunque io abbia una specie d'averfione per que-sti proemi > prefazioni , prolegomeni <Sc. pure mi veg-go in necessttà di soggiunger questi due Versta per dareal cortese Lettore alcune notizjole , delle quali probabil-mente farà curiosò , e così render giustizia a chi ha con-tribuito ad arricchire , e adornare la presente edizione .
E primieramente delle notizie , che spettano alla cit-tà d’Arezzp , ne ho quast tutto l' obbligo al celebre stgnorcavaliere Lorenzo Guazzasi , amante , e intendente affaid' ogni specie d’antichità , e a due altri eruditifimigentiluomini Aretini , cioè al stgnor Francesco del Giu-dice , e al stgnor Giacinto Fossombroni . Anche il stgnorcavaliere Gio. Antonio Lecci , nobile Senes , e noto allaRepubblica Letteraria per tante sue Opere date alla luce ,e tante , chest destdorano - eh' egli le dia , mi ha som-ministrato de 1 lumi appartenenti alla sua patria : co-me anche un altro nobile Signore della medestma , qualè il stgnor Francesto Sergardi Lindi , mi ha dato qualcheavviso , con cui ho potuto correggere , ed illustrare laVita di Domenico Beccafumi . Varie cose circa l'operede' nostri artefici Fiorentini - che non mi sovvenivano ,per estere più di trenta anni , che manco di Firenze , mele ha suggerite il signor Ignazio Hussord>accr e ditata pit-tore di duella città •> W/4 quale è acclamaopr uno de'