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tezz* , ebe non ci fi vide mai ; & una dolcezza ne' colori unita , checominciò ad usare nelle cose sue il Francia Bolognese , e 'Pietro Pe-rugino ; ed i popoli nel vederla , corsero come matti a questa bellez-za nuova , e più viva, parendo loro astòlutamente, che e' non fi po-tejse giammai far meglio . Ma /’ errore di coloro dimostrarono poi chia-ramente le opere di Lionardo da Vinci , il quale dando principio a quel-la terza Maniera , che noi vogliamo chiamare la moderna ; oltre lagagliardezza , e bravura del disegno , & oltre il contraffare sottilisti-mamente tutte le minuzie della Tesatura cori appunto , come elle sono ,con buona Bagola , miglior Ordine , retta Misura , Disegno perfetto , egrazia divina , abbondantissimo di copie , e profondissimo di arte , det-te veramente alle sue figure il moto , ed il fiato . Seguitò dopo lui , an-corché alquanto lontano , Giorgione da Castel Franco ; il quale sfumòle sue pitture , e dette una terribil movenza alle sue cose , per una cer-ta oscurità di ombre bene intese. Tsé meno di costui diede alle sue pit-ture forza , rilievo , dolcezza , e grazia ne' colori fra Bartolommeo disan Marco . Ma più di tutti il graziosissimo Buffa e Ilo da 'Orbino , il qua-le studiando le fatiche de' maestri vecchi , e quelle de' moderni , preseda tutti il meglio , e fattone raccolta , arricchì /’ arte della pittura .di quella intera perfezione , che ebbero anticamente le figure d'Mpel-le , e di Zeus , e più , se fi potesse dire , o mostrare l'opere di quelli aquello paragone ; laonde la sfatar a restò vinta da i suoi colori. E /’ in-venzione era in lui sì facile , e propria , quanto può giudicare chi vedele storie sue , le quali sono simili a Ili scritti ; mostrandoci in quelle is-ti simili , e gli edifici , così come nelle genti nostrali , e strane le ce-re , e gli abiti , fecondo che egli ha voluto: oltre il dono della grafiadelle teste di giovani , vecchi, e femmine , riservando alle modeste lamodestia , alle lascive la lascivia : ÌS' ai putti ora i vizj negli occhj , edora i giuochi nelle attitudini : e così i suoi panni piegati , ne tropposemplici, ne intrigati, ma con una guisa , che paiono veri. Seguì inquesta maniera , ma più dolce di colorito , e non tanta gagliarda , Mn-drea del Sarto , il qual fi può dire , che foste raro , perché /’ opre suesono senza errori. Tfè fi può esprimere le leggiadristime vivacità , chefece nelle opere sue ^Antonio da Coreggio , sfilando i fuci capelli conun modo , non dì quella maniera fine, che facevano gl' innanzi a lui,eh'era difficile , tagliente , e secca , ma d'una piumosità morbidi, che
fi scorgevano le fila nella facilità del farli , che parevano d’ oro , e_ >
più belli, che i vivi , i quali restano vinti da isuoi coloriti . Il simile fe-ce Francesco Mazzpla 'Parmigiano \ il quale , in molte parti, di grazia ,e di ornamenti, e dì bella maniera lo avanzò , come fi vede in moltepitture sue , le quali ridono nel viso ; e siccome gli occh j veggono viva-cissimamente , così fi scorge il batter de' polsi, come più piacque al suopennello. Ma chi considererà l'opere delle facciate diPolidoro,e diMaturino, vedrà le figure far que'gesti, che /’ impossibile nonpuòfare\e stupirà, come fi possa , non ragionare con la lingua, eh' i facile, ma espri-mere col pennello le terribilissime invenzioni, messe da loro in operacon tanta pratica, e destrezza ', rappresentando i fatti de' Bimani , co-me e' furono propriamente . E quanti ce ne sono ilati, che hanno datovita alle figure co i colori tra' morti ? come il Bosso , fra Sebastiano ,Giulio Bgmano , Peri» del Vaga -, perché de' vivi , che per se mede-