XVI
fimi son notissimi, non accade qui ragionare . Ma quello , che importail tutto di questa arte ,è , che V hanno ridotta oggi talmente perfetta ,e facile , per chi pojstede il disegno , /' invenzione , ed il colorito , chedove prima da que' nostri maefìri fi faceva una tavola in sei anni , og-gi in un anno questi maestri ne fanno sei : ed io ne so indubitatamentefede e di vista , e d' opera : e molto più fi veggono finite , e perfette ,che non facevano prima gli altri maestri di conto . Ma quello , che frai morti , e vivi porta la palma , e trascende , e ricuopre tutti, è il divi-no Michel'^Angelo Bonarroti, il quale non solo tiene il principato dima di queste arti , ma di tutte tre insieme . Cofìui supera , e vincenon solamente tutti costoro , cb' hanno quasiché vinto già la 1■satura , maquelli flessi famosissimi antichi , cheti lodatamente fuor d'ogni dubbiola superarono , iS' unico trionfa di quelli , di quelli , e di lei ; nonimmaginandosi appena quella , cosa alcuna lì lirana , e tanto difficile ,eh' egli con la virtù del divinisstmo ingegno suo , mediante l'industria ,il disegno , sarte, il giudicio , e Ingrazia, di gran lunga non la tra-passi-, e non solo nella pittura , e ne* colori , sotto il qual genere ficomprendono tutte le forme , e tutti i corpi retti, e non retti, pal-pabili , i? impalpabili , visibili , e non visibili, ma nel!' eli rema ro-tondata ancora de' corpi. E con la punta del suo scarpello, e delle fa-tiche di così bella , e fruttifera pianta , fon dissesti già tanti rami, eci onorati ; che oltre V aver pieno il Mondo in sì disusata foggia de'più saporiti frutti, che siano \ hanno ancora dato V ultimo termine aqueste nobilissime arti con tanta , e sì maravigliosa perfezione , cheben fi può dire , e sicuramente , le sue statue in qualfivoglia parte diquelle esser più belle assai che le antiche ; conoscendosi nel metterea paragone teste , mani, braccia , e piedi formati da II' uno , e dall'altro, rimanere in quelle di costui un certo fondamento più saldo, unagrazi* più interamente graziosa , & una molto più assoluta perfe-zione , condotta con una certa difficoltà sì facile nella sua maniera ;che egli è impossibile mai veder meglio, il che medesimamente fi puòcredere delle sue pitture ; le quali , se peravventura ci fossero diquelle famosissime Greche , o spinane da poterle a fronte paragonare,tanto resierebbono in maggior pregio, e più onorate, quanto più ap-pariscono le sue sculture superiori a tutte le antiche . Ma se tanto fonoda noi ammirati que' famosissimi , che provocati con sì eccessivi pre-mj , e con tanta felicità , diedero vita alle opere loro \ quanto do-viamo noi maggiormente celebrare , e mettere in cielo quelli rarissi-mi ingegni, che non solo fenz* premj , ma in una povertà miserabi-le fanno frutti sì preziosi ? Credasi, isr affermisi adunque, che se inquesto nostro secolo fosse la giusta remunerazione , si farebbono sen-za dubbio cose più grandi , e molto migliori, che non fecero mai gliantichi. Ma lo avere a combattere più con la fame ,, che con la fa-ma , tien sotterrati i miseri ingegni, ni gli lascia {colpa, e vergo-gna di chi sollevare gli potrebbe , e non se ne cura ) farsi conoscere.E tanto basti a questo proposito , essendo tempo di oramai tornare al-le Fite , trattando distintamente di tutti quelli , che hanno fatto ope-re celebrate in quella terza maniera .
GATA-