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Tomo terzo.
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Vita di Guolauo cda Cupi. 9

Compagnia di secolari, che la tengono , fìfkcome ella merita , in pre-gio grandissimo , essendo massimamente iiin quella , oltre ali altre fi-gure , un Cristo fanciullo in grembo astila madre » che pare , chespiri, ed un s. Piero Martire bellissimo; edd un' altra tavoletta di manodel medesimo fatta alla Compagnia di s.BBastiano, non men bella diquesta. Le quali tutte opere, essendo listate ritratte da Girolamojfurono cagione , che egli migliorò tanto la 1 sua prima maniera , eh' el- e

la non pareva più delia » ne quella di pnnma . Da Modana andato mento.

Girolamo a Parma , dove avea inteso, esseer alcune opere del medesi-mo Coreggio » ritrasse alcuna delle pitturee della tribuna del duomo ,parendogli lavoro straordinario , cioè issi bellissimo scorto d unaMadonna, che faglie in cielo circondata dda una moltitudine d ange-li : gli apostoli, che stanno a vederla sahlire, e quattro Santi pro-tettori di quella città , che sono nelle nidcchie : s. Gio. Batista, cheha un agnello in mano» s. Josestò sposo deella nostra Donna » fan Ber-nardo degli Uberti Fiorentino cardinale , e vescovo di quella città ,e un altro vescovo . Studiò similmente Ginrolamo in s- Giovanni Evan-gelista le figure della cappella maggiore niella nicchia di mano delmedesimo Coreggio » cioè la incoronazionne di nostra Donna» s. Co-varmi Evangelista, il Batista, fan Beneddetto, fan Placido» e unamoltitudine dangeli, chea questi fono i intorno , e le maravigliosefigure» che sono nella chiesa di s. Sepolcrro alla cappella di s. Gio-iellò , tavola di pittura divina . E perchòé è forza , che coloro » a iquali piace fare alcuna maniera , e la studHiano con amore , la impa-rino almeno in qualche parte , onde avv viene ancora , che molti di-vengono più eccellenti, che i loro maestitri non sono stati , Girola-mo prese assai della maniera dei Coregggio. Onde tornato a Bolo-gna » P imitò sempre , non studiando alt tro che quella , e la tavo-la 1 » che in quella città dicemmo essere ddi mano di Rastàello da Ur-bino . E tutti questi particolari seppi io daallo stesso Girolamo , che fumolto mio amico , Tanno IZZO. in Romaia , e il quale meco si dolse si dolse ium»vtrpiù volte d aver consumato la sua giovannezza , e 1 migl.ori anni in ^* t 0 f em P reinRo -Ferrara , e Bologna , e non in Roma , o a altro luogo, dove avrebbefatto senza dubbio molto maggiore acquisiste». Fece anco non piccoldanno a Girolamo, nelle cose dell arte , 1 T avere atteso troppo a suoipiaceri amorosi , e a sonare il liuto in quael tempo » che arebbe po-tuto fare acquisto nella pittura Tornatco dunque a Bologna , oltrea molti altri, ritrasse messer Onosrio Banrrolini Fiorentino , che al-lora era in quella città a studio * e il qualde fu poi arcivescovo di Pi-sa , la quale testa , che è oggi appresto girli eredi di detto messer No-feri*, è molto bella, e di graziosa maaniera. Lavorando in quelT. ///. B tem-

1 La tavola di s. Cecilia, che sta il tronneamento, che ne fanno in

in s. Gio. in monte . Firenaze .

2 Noseri vale Onosrio, secondo