Tavoli in stMt lodai.I ,
ro Q_u arta Partì.'
tempo a Bologna un maestro Biagio pittore 1 ) cominciò costui, vedendoGirolamo venire in buon credito, a temere , che non gli passasse in-nanzi , e gli levasse tutto il guadagno - Perché fatto seco amicizia ,con buona occasione , per ritardarlo dal!' operare , gli divenne com-pagno , e dimestico di maniera , che cominciarono a lavorare di com-pagnia , e così continuarono un pezzo ; la qual cosa , come su didanno a Girolamo nel guadagno , così gli fu parimente nelle cosedell’ arte , perciocché seguitando le pedate di maestro Biagio , chelavorava di pratica, e cavava ogni cosa da i disegni di questo, e diquello , non metteva anch’ egli più alcuna diligenza nelle sue pittu-re . Ora avendo nel monasterio di s. Michele in Bosco suor di Bolo-gna un frate Antonio , monaco di quel luogo, fatto un s. Bastianogrande quanto il vivo : a Scaricalasino in un convento del medesimoordine di monte Oliveto una tavola a olio : e a monte Olivete mag-giore alcune figure in fresco nella cappella dell’ orto di s. Scolasti-ca , voleva l’abate Ghiaccino, che l’aveva fatto fermare quel annoin Bologna , che egli dipignesse la sagrestia nuova di quella lor chie-sa . Ma frate Antonio , che non si sentiva da fare sì grande opera ,e al quale forse non molto piaceva durare tanta fatica , come benespesso sanno certi di così fatti uomini, operò di maniera, che quell’opera fu allogata a Girolamo, e a maestro Biagio , i quali la di-pinsero tutta a fresco, facendo negli spartimenti della volta alcuniputti, e angeli, e nella testa , di figure grandi , la storia della tras-figurazione di Cristo, servendosi del disegno di quella , che fece inRoma a s. Pietro a Montorio Raffaello da Urbino, e nelle facciate fe-ciono alcuni Santi, ne i quali è pur qualche cosa di buono . Ma Gi-rolamo accortosi , che Io stare in compagnia di maestro Biagio nonfaceva per lui, anziché era la sua espressa rovina, finita quell’ ope-ra , disfece la compagnia, e cominciò a far da se . £ la prima ope-. Salva- ra , che fece da se solo, fa nella chiesa di s. Salvatore , nella cappelladi s. Bastiano una tavola , nella quale si portò molto bene . Ma dopointesa da Girolamo la morte del padre , se ne tornò a Ferrara, doveper allora non fece altro , che alcuni ritratti, e opere di poca im-portanza . Intanto venendo Tiziano Vecellio a Ferrara a lavorare,come si dirà nella sua Vita, alcune cose al duca Alfonso in uno stan-zino , ovvero studio , dove avea prima lavorato Gian Bellino alcunecose , e il Dosso una Bacchanaria 2 d’ uomini tanto buona , che_.quando non avesse mai fatto altro, per questa merita lode, e nomedi pittore eccellente 3 , Girolamo , mediante Tiziano , e altri, co-minciò a praticare in Corte del Duca, dove ricavò quasi per dar sag-gio in
1 Forse Biagio Pupini detto 2 Cioè un Baccanale .
maestro Biagio dalie Larne, scolare z Qui pure dà il titolo di pitto-
rici Francia , come fi legge iteli’ A- re eccellente al Dosso .becedaric pittorico.