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Tomo terzo.
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Vita di Ridolfo , Dâvio, e Benedet. Gril. 41stra Donna, s. Anna, e molti altri Santi : alla Compagnia de’ Ne-ri in un quadro la decollazione di s. Giovanni Batista : e in borgos. Friano alle monachine in una tavola la Nunziata : a Prato ins. Rocco in un’ altra dipinsero s. Rocco , s. Bastiano > eia nostra Don-na in mezzo. Parimente nella Compagnia di s. Bastiano , a lato a s. Ja-copo sopr’ Arno, fecero una tavola , dentrovi la nostra Donna, s. Ba-stiano , e s. Jacopo , e a s. Martino alla Palma un’altra- E finalmen-te al signor Alessmdro Vitelli in un quadro , che fu mandato a Cittàdi Castello, una s. Anna, chefir posta in s. Fiordo alla cappella diquel Signore . Ma perché furono infinite l’opere, e i quadri, cheuscirono della bottega di Ridolfo, e molto più i ritratti di natura-le, dirò solo, che da lui fu ritratto il signor Cosimo de’Medici ,quando era giovinetto, che fu bellissima opera, e molto somiglian-te al vero; il qual quadro si serba ancor oggi nella guardaroba disua Eccellenza . Fu Ridolfo spedito , e presto dipintore in certecose, e particolarmente in apparati di feste; onde fece , nella ve-nuta di Carlo V- Imperadore a Fiorenza , in dieci giorni un arcoal canto alla Cuculia, e un altro arco in brevissimo tempo alla por-ta al Prato nella venuta dell’ illustrissima signora duchessa Leonora ,come si dirà nella Vita di Batista Franco. Alla Madonna di Vertil-li, luogo de’monaci di Camaldoli, fuor della Terra del Monte sanSavino, fece Ridolfo , avendo seco il detto Batista Franco , e Mi-chele , in un chiostretto tutte le storie della vita di Giosestò di chia-roscuro: in chiesa le tavole dell’altar maggiore, e a fresco una Vi-brazione di nostra Donna, che è bella quanto altra operaio fresco,che mai facesse Ridosso; ma sopra tutto fu bellissima figura , nell’aspetto venerando del volto , il lan Romualdo, che è al detto al-tar maggiore . Vi fecero anco altre pitture , ma basti avere di que-ste ragionato • Dipinse Ridosso nel palazzo del duca Cosimo, nellacamera verde , una volta di grottesche, e nelle facciate alcuni paesi,che molto piacquero al Duca . Finalmente invecchiato Ridosso si vi-veva assai lieto, avendo le figliuole maritate, e veggendo i ma r chiassai bene avviati nelle cose della mercatura in Francia , e in Ferra-ra . E sebbene si trovò poi in guisa oppresso dalle gotte , che e’ sta-va sempre in casa , osi facea portare sopra una seggiola, nondime-no portò sempre con molta pacienza quella indisposizione , ed alcu-ne disavventure de’ figliuoli. E portando così vecchio grande amo-re alle cose dell’arte, voleva intendere, e alcuna volta vedere_,quelle cose , che sentiva molto lodare di fabbriche , di pitture, edaltre cose simili, che giornalmente si facevano. E un giorno, cheil signor Duca era suor di Fiorenza, fattosi portare sopra la sua seg-giola in palazzo , vi desinò , e stette tutto quel giorno a guardarequel palazzo tanto travolto, e rimutato da quello , che già era ,che eo-li non lo riconosceva. E la sera nel partirsi disse : Io moro

Archi fatti nella venata Ut Carlo V.

Ridolfo aggravatedalla podagra .

r. in.

con-