St.mzzsiti a a t Me-dici in Firenze distucchi -
se leni pel Ghi%i tdove dipinse R affi el-le-
4* Q_uarta Parte.
vano ghirlanda intorno fila di capelvenere , ed altre erbe artisizio-semente quivi accomodate * non fi potria credere quanta grazia desso-no, e quel lai valico in tutte le parti bellissimo , ed oltre ad ognicredenza piacevole. Finita que lì' opera , poiché ebbe donato il car-dinale a Giovanni un cavalierato di s. Piero , lo mandò a Fioren-za , acciocché fatta nel palazzo de’ Medici una camera, cioè in sulcanto, dove già Cosimo vecchio, edificator di quello, avea fattauna loggia per comodo , e ragunanza de’ cittadini, secondo cheallora costumavano le famiglie più nobili ; la dipignesse tutta digrottesche , e di stucchi. Essendo stata adunque chiusa questa loggiacon disegno di Michelagnolo Bonarroti , e datole forma di camera ,con due finestre inginocchiate , che furono le prime di quella ma-niera suora de’ palazzi serrate , Giovanni lavorò di stucchi , e pit-ture tutta la volta 5 facendo in un tondo le sei palle , arme di Ca-sa Medici , sostenute da tre putti di rilievo con bellissima grazia ,ed attitudine. Oltra di questo vi fece molti bellissimi animali, emolte beli’ imprese de gli uomini, e Signori di quella Casa illustris-simi j con alcune storie di mezzo rilievo, fatte di stucco ; e nelcampo fece il resto di pitture, fingendole di bianco e nero a usodi carnei tanto bene , che non si può meglio immaginare . Ri-masero sotto la volta quattro archi di braccia dodici s uno, ed altrisei, che non furono per allora dipinti , ma molti anni poi da_.Giorgio Vasari, giovinetto di diciotto anni , quando serviva il ducaAlessandro de’Medici suo primo Signore sanno iZzZ. il qual Gior-gio vi fece storie de’ fatti di Giulio Cesare , alludendo a Giulio car-dinale sopraddetto, che 1’ avea fatta fare . Dopo fece Giovanni ac-canto a questa camera in una volta piccola a mezza botte alcune cosedi stucco , bassebasse , e similmente alcune pitture , che sono ra-rissime ; le quali, ancorché piacessero a que’ pittori , che allora era-no a Fiorenza , come fatte con fierezza , e pratica maravigliosa,e piene d’invenzioni terribili 3 e capricciose, perocché erano av-vezzi a una loro maniera stentata , ed a fare ogni cosa , che mette-vano in opera , con ritratti tolti dal vivo , come non risoluti ; nonle lodavano interamente , né si mettevano, non ne bastando perav-ventura loro 1’ animo 1 , ad imitarle . Estèndo poi tornato Giovan-ni a Roma , séco nella loggia d’ Agostino Ghigi, la quale avea di-pinta Raffaello j e s andava tuttavia conducendo a fine , un ricintodi festoni grossi, attorno attorno a gli spigoli, e quadrature diquella volta , facendovi stagione per istagione , di tutte le sorte frut-te , fiori, e soglie, con tanto artifizio lavorate , che ogni cosa vifi vede viva, e staccata dal muro, e naturalissima • E sono tante le
varie
i Notisi , che il Vasari dice ma- iscriveva a passione ; ma secondole anche de’ suoi Fiorentini, qnan- quello , che aveva nest’ animo, edo lo richiede la verità , onde non apprendeva per vero .