<5o Q_u arta Parte.
fratello della signora Vittoria sua consorte 1 . E dovemo sapere , chedi questa sorta pitture in vasi non ebbono, per quanto si può giu-dicare , i Romani. Perciocché i vasi, che si sono trovati di que’tempi 2 , pieni delle ceneri de’ loro morti, o in altro modo, sono pie-ni di figure graffiate, e campite d’ un colore solo in qualche par-te , onero, o rosso, o bianco: e non mai con lustro d’invetriato ,né con quella vaghezza , e varietà di pitture , che si sono vedute , eveggionoa’tempi nostri. Né si può dire, che se sorse 1’avevano,sono state consumate le pitture dal tempo, e dallo stare sotterra-te ; però che veggiamo queste nostre difendersi da tutte le mali-gnità del tempo, e da ogni cosà; onde starebbono per modo di direquattro mill’anni sotto terra, che non si guasterebbono le pitture .Ma ancoraché disi fatti vasi, e pitture si lavori per tutta Italia, lemigliori terre , e più belle nondimeno fono quelle, che si fanno,Migliori vasi di ter- come ho detto, a Castel Durante 5 , terra dello Stato d’Urbino, er» cotta fon quelli di quelle di Faenza, che per lo più le migliori sono bianchissime , e concajlel Durante . poche pitture, e quelle nel mezzo, o intorno, ma vaghe, e gen-tili affatto. Ma tornando a Batista, nelle nozze, che poi si feceroìu Orbino del detto signor Duca, e signora Vittoria Farnese, egliajutato da' suoi giovani fece ne gli archi ordinati dal Genga, il qua-le su capo di quell’apparato, tutte le storie di pitture, che vi an-darono. Ma perché il Duca dubitava, che Batista non avesse finitoa tempo, essendo l'impresa grande, mandò per Giorgio Vasari, cheallora faceva inArimini a i monaci bianchi di Scolca Olivetani unacappella grande a fresco, e la tavola dell’ altare maggiore a olio,acciocché andasse adajutare in quell’apparato il Genga, e Batista .Ma sentendosi il Vasari indisposto, fece sua scusa con sua Eccellenza ,e le scrisse , che non dubitasse , perciocché era la virtù , e sapere diBatista tale, che avrebbe, come poi fu vero, a tempo finito ognicosa - E andando poi, finite l’opere d’Arimini, in persona a farescusa, e a visitare quel Duca, sua Eccellenza gli fece vedere , per-ché la stimasse , la detta cappella, stata dipinta da Batista , la qualemolto lodò il Vasari, e raccomandò la virtù di colui, che fu lar-gamente sodisfatto dalla molta benignità di quel Signore . Ma è benvero , che Batista allora non era in Urbino , ma in Roma, dove at-tendeva a disegnare non solo le statue , ma tutte le cose antiche di
quella
i Molte di queste terre così di- 2 Credo, che il Vasari prendapinte si trovano anche in oggi, equivoco, perché secondo la suae si hanno in istima , e una gran descrizione i vasi , di cui parla , so-copia n’ è nella spezzierià della no Etruschi. I vasi Romani di ter-s. Casa di Loreto ; e passano voi- ra sono senza figure , e senza esseregannente per fatte su' disegni di né pure invetriati .
Raffaello , e in effetto sembrano z Castel Durante eretto in cit-rali , perché le figure sono sulgu- tà, si chiama Urbania.sto di Raffaello , e di Michelangelo.