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Tomo terzo.
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61 Q_u arta Parte.

grandi , e finalmente nella facciata dell’ altare , Cristo croci fis-ici , la nostra Donna , s. Giovanni, s. Domenico, ed alcuni al-tri Santi nelle nicchie, ne' quali tutti si portò molto bene , e damaestro eccellente » Ma perché i suoi guadagni erano scarsi , e lespese di Roma sono grandissime , dopo aver fatto alcune cose in te-la , che non ebbono molto spaccio , se ne tornò ( pensando nelopera in Venez.i.% con mutar paese , mutare anco fortuna ) a Venezia sua patria , dove me-a; plauso . diante quel suo bel modo di disegnare , fu giudicato valentuomo, e

pochi giorni dopo datogli a fare per la chiesa di 5. Francesco dellaVigna nella cappella di monsignor Barbaro , eletto patriarca d’Aqui-lea, una tavola a olio, nella quale dipinse s. Giovanni 9 che bat-tezza Cristo nei Giordano: in aria Dio Padre : a basso due putti »che tengono le vestimenta di esso Cristo 3 e ne gli angoli la Nun-ziata : ed a piè di queste figure finse una tela soprapposta 3 conbuon numero di figure piccole 3 e ignude 3 cioè d’ angeli, demo-ni 3 e anime in Purgatorio 3 e con un motto 3 che dice: In no-mine Jesu omne genufiecìatur . La quale opera 3 che certo su tenutamolto buona 1 3 gli acquistò gran nome 3 e credito ; anzi fu cagione,che i frati de' zoccoli 3 i quali stanno in quel luogo , ed hanno curadella chiesa di s. Jobbe in Canarejo 3 gli facessero fare in dettos. Jobbe alla cappella di Ca Fuscari 3 una nostra Donna 3 che siedecol figliuolo in collo , un s- Marco da un lato , una Santa dal!' al-tro, ed in aria alcuni angeli, che spargono fiori . In s. Bartolom-meo alla sepoltura di Cristofano Buccheri, mercatante Todesco, fecein un quadro 1 ’ Abbondanza, Mercurio, e una Fama . A M. Antoniodella Vecchia Veneziano dipinse di figure in un quadro, grandi quan-to il vivo , e bellissime , Cristo coronato di spine , ed alcuni Fari-sei intorno , che lo scherniscono . In tanto essendo stata col dise-gno di Jacopo Sanlbvi no condotta nel palazzo di s. Marco ( corneasuo luogo si dirà ) di muraglia la scala, che va dal primo piano insu , e adorna con varj partimenti di stucchi da Alessandro 2 sculto-re , e creato del Sansovino; dipinse Batista per tutto grotteschineminute , ed in certi vani maggiori, buon numero di figure a fre-sco , che assai sono state lodate da gli artefici ; e dopo fece il pal-co del

1 Agostin Caracci scrisse in mar-gine a questo luogo del Vasari :Quesiti tavola non è degna d’ alcu-na lode , perciocché è piena di mil-le inconJìderaQonì , ed è mal dise-gnata , e peggio colorita , ed è menche mediocre pittura . Credo , cheil Caracci dica il vero, ma non con-corda con quella critica , che egliha fatto tante volte al Vaiar! condire, che loda solamente i Toscani,

ancorché non lo meritino, e quilo critica , perché loda troppo , se-condo lui, un Veneziano .

2 Questi è Alessandro VittoriaTrentino egregio scultore, del qua-le farà menzione il Vaiar! più giùveriò la fine della Vita di JacopoSansovino , dove saranno registra-te le sue opere , e specialmentegli stucchi fatti nel palazzo di sanMarco .