Si diede al colorire.
Vita di Giovanfrancesco Rustici. 71
essere prima liate lungamente considerate - E per questo usava didire il Rustico, nell’ età sua più matura , che si deve prima pen-sare , poi fare gli schizzi , e appresso i disegni ; e quelli fatti ,lasciargli stare settimane , e mesi senza vedergli, e poi, scelti imigliori, mettergli in opera ; la qual cosa non può fare ognuno ,nè coloro 1’ usano , che lavorano per guadagno solamente - Dicevaancora» che l’opere non si deono così mostrare a ognuno» primache sieno finite, per poter mutarle quante volte , ed in quantimodi altri vuole senza rispetto niuno . Imparò Giovanfrancescoda Lionardo molte cose, ma particolarmente a fare cavalli, de’quali si dilettò tanto, che ne fece di terra» di cera» e di ton-do» e bassorilievo in quante maniere possono immaginarsi. Ed al-cuni se ne veggiono nel nostro libro tanto bene disegnati » che fan-no fede della virtù » e sapere di Giovanfrancesco » il quale seppeanco maneggiare i colori, e fece alcune pitture ragionevoli » ancor-ché la sua principale professione fosse la scultura . E perché abitòun tempo nella via de’ Martelli » su amicissimo di tutti gli uomini diquella famiglia > che ha sempre avuto uomini virtuosissimi » e di valo-re»e particolarmente di Piero ; al quale fece (come a suo più intrin-seco ) alcune sigurette di tondo rilievo » e fra 1’ altre una nostraDonna col figlio in collo a sedere sopra certe nuvole piene di che-rubini. Simile alla quale ne dipinse poi col tempo un'altra in ungran quadro a olio, con una ghirlanda di cherubini, che intornoalla testa le sa diadema . Essendo poi tornato in Eiorenza la fami-glia de’ Medici » il Rustico si fece conoscere al cardinale Giovan-ni 1 per creatura di Lorenzo suo padre, e su ricevuto con moltecarezze. Ma perché i modi della Corte non gli piacevano » ed era-no contrarj alla sua natura tutta sincera , e quieta, e non pienad’invidia , ed ambizione, si volle star sempre da se » e far vitaquasi da filosofo , godendosi una tranquilla pace , e riposo . E quan-do pure alcuna volta voleva ricrearsi » o si trovava con suoi amicidell’ arre, o con alcuni cittadini suoi domestici » non restando per que-sto di lavorare, quando voglia gliene veniva, o glieli’ era porta oc-casione . Onde nella venuta l'anno iZiZ- di papa Leone a Eioren-za, a richiesta d'Andrea del Sarto suo amicissimo» fece alcune sta-tue » che furono tenute bellissime ; le quali, perché piacquero a Giu-lio cardinale de’Medici 2 , furono cagione, che gli fece fare , soprail finimento della fontana , che è nel cortile grande del palazzo de’ Merctlr ; g nel ter ^i eMedici, il Mercurio di bronzo alto circa un braccio 3 , che è nudo Medici.
sopra una palla in atto di volare , al quale mise fra le mani un in-
strumen-
1 Che su poi Leone X.
- Questi su poi fatto Papa colnome di Clemente VII.
J O questo, o un iimilissimo Mer-
curio è nel palazzo de’Medici allaTrinità de’ Monti sopra la fonteposta avanti alla loggia, che guar-
da il giardino -