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Tomo terzo.
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Vita toi fra Grò. Agnolo Montorsolî. 89buona provvisione , con ordine, che facesse quattro statue grandi ;delle quali non aveva anco il Frate finiti i modelli, quando esten-do il re lontano » ed occupato in alcune guerre ne’confini del re-gno con gl’lnglesi , cominciò a estere bistrattato da i tesorieri , ed anon tirare le sue provvisioni, nè avere cosa che voleste , secondoche dal re era stato ordinato. Perché sdegnotosi , parendogli, chequanto stimava quel magnanimo re le virtù , e gli uomini virtuosi»altrettanto sosterò da i ministri disprezzate» e vilipese» si partì»non ostante che da i tesorieri» i quali pur s’avvidero del suo masanimo » gli fossero le sue decorse provvisioni pagate insino a un quat-trino . Ma è ben vero , che prima , che si movesse » per sue letterefece a sapere così al re » come al cardinale » volersi partire . Da Pa-rigi dunque andato a Lione » e di lì per la Provenza a Genova » non Temo pesti» in ita»vi se molta stanza » che in compagnia d' alcuni amici andò a Vene- li ». vide Fadev» .zia > Padova » Verona , e Mantova , veggendo con molto suo pia- Vene ^i<* » « Manto-cere » e talora disegnando» fabbriche » sculture » e pitture . Mz va "sopra tutte molto gli piacquero in Mantova le pitture di Giulio Ro-mano ; alcuna delle quali disegnò con diligenza. Avendo poi in-teso in Ferrara > ed in Bologna» che i suoi frati de’Servi facevanoCapitolo generale a Budrione » vi andò per visitare molti amici suoi ,e particolarmente maestro Zaccheria Fiorentino » suo amicissimo » a iprieghi del quale fece in un dì» ed una notte» due figure di terragrandi quanto il naturale » cioè la Fede» eia Carità; le quali fin-te di marmo bianco » servirono per una fonte posticcia » da lui fat-ta con un gran vaso di rame » che durò a gettar acqua tutto il gior-no » che fu fatto il Generale » con molta sua lode » ed onore . DaBudrione tornatosene con detto maestro Zaccheria â Firenze » nel suoconvento de’Servi» fece similmente di terra » e le pose in due nic-chie del capitolo » due figure maggiori del naturale, cioè Moisè,e s. Paolo, che gli furono molto lodate. Essendo poi mandato inArezzo da maestro Dionisio , allora Generale de' Servi, il qualefu poi fatto cardinale 1 da Papa Paolo HI., ed il quale si sentiva mol-to obbligato al Generale Angelo d’Arezzo , che 1’aveva allevato, edinsegnatogli le buone lettere , fece fra Gio. Agnolo al detto Gene-rale Aretino una bella sepoltura di macigno in s. Piero di quellacittà, con molti intagli, ed alcune statue , e di naturale sopra unacasta il detto Generale Angelo , e due putti nudi di tondo rilievo ,che piagnendo spengono le faci della vita umana , con altri orna-menti » che rendono molto bella quest’ opera ; la quale non era ancofinita del tutto , quando essendo chiamato a Firenze da i provvedi-tori sopra s apparato, che allora faceva fare il duca Aleslàndro .per la venuta in quella citta di Larlo V- Imperadore , che tornava i^ verm ta di Carle V,vittorioso da Tunis ; fu forzato partirsi. Giunto dunque a Firen-T. Ili M ze,

1 Questi fu il cardinale Dionisio Laurerio Beneventano .