'Pîta di Francesco be’ Salviati. 107
apprestò al quale, fece Francesco molti quadretti > come quegli cheaveva più bisogno per procacciarsi da poter vivere . Venuto 1 ' an-no 1529. non parendo a Francesco , che lo stare in bottega delBrescia faceste molto per lui, andò egli, e Nannoccio a stare conAndrea del Sarto » e vi flettono"» quanto durò 1 ’ aflèdio, ma eoatanto incomodo , che si pentirono non aver seguitato Giorgio, ilquale con Manno orefice si stette queir anno in Fisa , attendendo»per trattenersi , quattro mesi ali' orefice . Estendo poi andato ilVasari a Bologna » quando vi fù da Clemente VII. incoronatoCarlo V. Imperadore » Francesco » che era rimase in Fiorenza > fe-ce in una tavoletta un voto d’un seldato » che per l’assedio fu asesaltato nel letto da certi soldati per ammazzarlo ; e ancorachésuste cosa bassa » lo studiò, e lo condusse perfettamente ; il qualvoto capitò nelle mani a Giorgio Vasari non è molti anni » che lodonò al reverendo don Vincenzio Borghini Spedalingo degli Inno-centi , che lo tien caro. Fece a i monaci neri di Badia tre pic-cole storie in un tabernacolo del Sagramento » stato fatto dal Tastòintagliatore a uso d' arco trionfale » in una delle quali è il sacri-fizio d' Àbramo » nella seconda la Manna » e nella terza gli Ebrei,che nel partire d’ Egitto mangiano 1 ' Agnel pasquale » la quale.»opera 1 fu sì fatta » che diede faggio della riuscita » che ha poi fat-to . Dopo fece a Francesco Sertini » che lo mandò in Francia» inun quadro una Dalida » che tagliava i capelli a Sansone ; e nel lon-tano » quando egli abbracciando le colonne del tempio » lo rovinaaddossi a i Filistei ; il quale quadro fece conoscere Francesco peril più eccellente de’ pittori giovani » che allora fossero a Fiorenza-Non molto dopo» estèndo a Benvenuto dalla Volpaja maestro d’ori-uoli, il quale allora si trovava in Roma » chiesto dal cardinale.»
Salviati, il vecchio » un giovane pittore » il quale stesse apprestò Ve /i;„ Ato a r erv ' trtdi se » e gli facesse per suo diletto alcune pitture; Benvenuto gli il cani. salviati*propose Francesco » il quale era suo amico » e sapeva esser’ il piùsufficiente di quanti giovani pittori conosceva ; il che fece anco tantopiù volentieri » avendo promesso il cardinale» che gli darebbe ognicomodo , ed ajuto da potere studiare.
Piacendo dunque al cardinale le qualità del giovane » disse aBenvenuto » che mandasse per lui » e gli diede per ciò danari. Ecosì arrivato Francesco in Roma » piacendo il suo modo di fare » edi suoi costumi , e maniere al cardinale » ordinò , che in Borgovecchio avesse le stanze » e quattro scudi il mese » ed il piatto allatavola de’ gentiluomini. Le prime opere » che Francesco ( al qualepareva avere avuto grandissima ventura ) facesse al cardinale » furonoun quadro di nostra Donna » che su tenuto bello » e in una tela
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i Quest’ opera è smarrita .