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Tomo terzo.
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ioS Q_u artà Parte.

un signor Francese , che corre cacciando dietro a una cervia »il quale fuggendo si salva nel tempio di Diana ; della quale operatengo io il disegno di sua mano, per memoria di lui, nel nostrolibro . Finita questa tela il cardinale fece ritrarre in un quadro bel-li stimo di nostra Donna una sua nipote maritata al sig. LagninoGonzaga , ed esso Signore parimente .

Ora standosi Francesco in Roma , e non avendo maggior desi-derio , che di vedere in quella città 1' amico suo Giorgio Vasari ;ebbe in ciò la fortuna favorevole a i suoi desiderj , ma molto piùesso Vasari. Perciocché essendosi partito tutto sdegnato il cardinaleIppolito da Papa Clemente per le cagioni, che allora si dissero ,e ritornandosene indi a non molto a Roma accompagnato da Lac-cio Valori, nel passare per Arezzo trovò Giorgio , che era rimalosenza padre , e si andava trattenendo il meglio , che poteva ; per-ché desiderando , che facesse qualche frutto nellarte , e di volerloappresso di le, ordinò a Tommaso de Nerli , che quivi era commissa-rio, che glielo mandasse a Roma subito , che aveste finita una cap-pella , che faceva a fresco a i monaci di s. Bernardo dellordine dimonte Oliveto in quella città ; la qual commistione esseguì il Nerlisubitamente - Onde arrivato Giorgio in Roma , andò subito a trovareFrancesco , il quale tutto lieto gli raccontò in quanta grazia soste delcardinale suo signore , e che era in luogo , dove poteva cavarsi la vo-glia di studiare ; aggiugnendo : Non solo mi godo di presente, ma spe-ro ancor meglio; perciocché oltre al veder te in Roma, col quale potròAttinènte accorso tt» come con giovane amicissimo considerare , e conferire le cose dell ar-tge,eil te , Ho con speranza dandare a servire il cardinale Ippolito de Medi-

ci, dalla cui liberalità, e pel favore del Papa, potrò maggiori cose spe-rare , che quelle, che ho al presente . E per certo mi verrà fatto ,se un giovane , che aspetta di fuori , non viene . Giorgio, sebbenesapeva , che il giovane , il quale s aspettava, era egli, e che il luogofi serbava per lui, non però volle scoprirsi , per un certo dubbio ca-dutogli in animo , non sorse il cardinale avesse altri per le mani, eper non dir colà , che poi fosse riuscita altrimenti - Aveva Giorgioportato una lettera del detto commissario Nerli al cardinale , la qua-le in cinque, che era stato in Roma , non aveva anco presentata -Finalmente andati Giorgio, e Francesco a palazzo, trovarono , do-ve è oggi la sala de re, messer Marco da Lodi, che già era stato colcardinale di Cortona , come si disse di sopra , e il quale allora servi-va Medici - A costui fattosi incontra Giorgio gli disse, che avevav*s*ri ricevuta una lettera del commiflàrio dArezzo, la quale andava al cardina-prtjso al cardimi de' le, e che lo pregava , volesse dargliele ; la quale cosa mentre pro-Ucdici. metteva messer Marco di far tostamente, ecco che appunto arriva

quivi il cardinale. Perché fattosegli Giorgio incontra, e presenta-ta la