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Tomo terzo.
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A s. Già. 13ceolW.fidipinse .

Vita di Francesco de’ Salviati. hi

ti, cioè di tarsia , di mano di fra Damiano da Bergamo converso Difign» egregi»di s. Domenico di Bologna , gli mandò un disegno , come voleva ,che lo facesse , di mano di Francesco , fatto di lapis rodo ; il qualedisegno , che rappresentò il re David unto da Samuello , fu la mi-glior cosa , e veramente rarissima, che mai disegnaste CecchinoSalviati. Dopo Giovanni da Cepperello , e Batista gobbo da Sangal-ls , avendo fatto dipignere a Jacopo del Conte Fiorentino > pitto-re allora giovane , nella Compagnia della Misericordia de’Fiorenti-ni , di s. Giovanni Decollato , lotto il Campidoglio in Roma , cioènella seconda chiesa , dove si ragunano, una storia di detto s. Gio-vanni Batista , cioè quando 1' angelo nel tempio appare a sacche-ria ; ledono i medesimi, sotto quella, fare da Francesco un’ altra sto-ria del medesimo Santo , cioè quando la nostra Donna visita santa Li-sabetta ; la quale opera j che su finita l’anno 1538- condusse in fre-sco di maniera , eh’ ella è fra le più graziose, e meglio intese pit-ture , che Francesco facesse mai, da essere annoverata nell’ inven-zione 3 nel componimento della storia 3 e nell’ osservanza 3 e ordi-ne del diminuire le figure con regola 3 nella prospettiva 3 e archi-tettura de’ casamenti 3 negli ignudi 3 ne’ vestiti , nella grazia delleteste 3 e insomma in tutte le parti 3 onde non è maraviglia se tutta Ro-ma ne restò ammirata 1 . Intorno a una finestra fece alcune capricciosebizzarrie S finte di marmo 3 e alcune storiette 3 che hanno grazia ma-ravigliosa . E perché non perdeva Francesco punto di tempo 3 mentrelavorò quest’ opera 3 fece molte altre cose 3 e disegni 3 e colorì un Fe-tonte con i cavalli del Sole 3 che aveva disegnato Michelagnolo 2 •

Le quali tutte cose mostrò il Salviati a Giorgio 3 che dopo la mor-te del duca Alessandro era andato a Roma per due mesi 3 dicen.dogli che finito 5 che avesse un quadro d’un s. Giovanni giovinetto,che faceva al cardinale Salviati suo Signore , ed una Passione diCristo in tela 3 che s’ aveva a mandare in Ispagna 3 ed un quadrodi nostra Donna s che faceva a Raffaello Acciajuoli 3 voleva dare divolta a Fiorenza a rivedere la patria 3 i parenti 3 e gli amici 3 es-sendo anco vivo il padre 3 e la madre 3 a i quali su sèmpre digrandissimo ajuto 3 e massimamente in allogare due sue sorelle 3 unadelle quali fu maritata 3 e l’altra è monaca nel tnonasterio di Mon-te Domini. Venendo dunque a Firenze 3 dove fu con molta festaricevuto da i parenti 3 e da gli amici } s’ abbattè appunto a esservi 3 » Venezia .quando si faceva l’apparato per le nozze del duca Cosimo 3 e dellasignora donna Leonora di Toledo ; perché essendogli data a fareuna delle già dette storie 3 che si feciono nel cortile 3 1’ accettòmolto volentieri, che fu quella dove l’Imperadore mette la corona

duca-

1 E’stata questa bella pittura ri- intagliata in rame.toccata , e perciò ha perduta la sua 2 Anche questo disegno è statobellezza . Si ha per altro in istampa più volte intagliato in rame .