Torni aostro .
*14 Q_ir arta Parte.
le » e della Luna, e nel mezzo Ifais 1 città d’ Egitto, che dinanzi altempio della dea Pallade dimandava sapienza ; quasi volendo mo-strare , che a i nati figliuoli si dovrebbe innanzi ad ogni altra-,cosa pregare sapienza, e bontà . Questo disegno tenne poi sem-pre Piero così caro, come fosse stato, anzi come era , una bel-lissima gioja. Non molto dopo , avendo scritto il detto Piero ,e altri amici a Francesco, che avrebbe fatto bene a tornare allapatria, perciocché si teneva per fermo, che sarebbe stato adope-rato dal signor duca Cosimo, che non aveva maestri intorno , senon lunghi, e irresoluti, si risolvè finalmente ( confidando an-co molto nel savore di M. Alamanno fratello del cardinale , e ziolinnu e ^ ^ uca ) a tornarsene a Fiorenza . E così venuto , prima che altro' tentasse , dipinse al detto M. Alamanno Salviati un bellissimo quadrodi nostra Donna , il quale lavorò in una stanza, che teneva nel!’ Ope-ra di santa Maria del Fiore Francesco dal Prato 2 , il quale alloradi orefice, e maestro di tausia, s’ era dato a gettare sigarette dibronzo » e a dipignere con fiio molto utile, e onore ; nel medesi-mo luogo, dico, dove stava colui, come ufficiale sopra i legnamidell' Opera» ritrasse Francesco l’amico suo Piero di Marcone» e Avve-duto del Cegia vajajo » e suo amicissimo ; il quale Avveduto » oltroa molte altre cose» che ha di mano di Francesco» ha il ritrattodi lui stesso fatto a olio » e di sua mano naturalissimo. Il soprad-detto quadro dì nostra Donna» essendo » finito che su, in bottega delTasso intagliatore di legname, ed allora architettore di palazzo ,fu veduto da molti, e lodato infinitamente . Ma quello » che ancopiù lo fece tenere pittura rara , si su » che il Tasso » il quale solevabiasimare quasi ogni cosa , la lodava senza fine ; e che fu più , dis-se a M. Piersrancesco 3 maiordomo » che sarebbe stato ottimamente-,fatto » che il Duca avesse dato da lavorare a Francesco alcuna cosad’importanza ; il quale M. Piersrancesco , e Cristosano Rinieri,che avevano gli orecchi del Duca » fecero sì fatto uffizio » che par-lando M- Alamanno a sua Eccellenza , e dicendole , che Francescodesiderava, che gli soste dato a dipignere il salotto dell’udienza »
che è
1 Saîs , o Sai antica città del baf-fo Egitto , metropoli della regione,o Nomo de’ Suiti, situata nel Del-ta , non trovo , che fosse mai chia-mata Ifais ; onde dubito , che siaerrore , tanto più che non com-prendo , come dimandasse a Palla-de la sapienza . Dubito , che nondebba dire Isis, o Iside Dea d’Egit-to , che starebbe bene tra il Sole,e la Luna. Vedi quel che ho dettod'Iside nel tom. 3. del Museo Capi -
tosino a c. 140. 151. 153.
2 Nell’ Abecedario pittorico èdetto Francesco dal Prato da Cara-vaggio . Si dà notizia, citando l’A-veroldi, che ha fatto un libro inti-tolato Le pitture scelte di Brescia ,d’un suo quadro posto in s. Fran-cesco di detta città , rappresentan-te lo sposalizio della Madonna .
3 Piersrancesco de’ Ricci , no-minato altrove in questa opera .