iz6 (Quarta Parte.
se sempre ; e più arebbe fatto , se Daniello non fosse stato così lungonel suo operare . Ma di questo non aveva colpa Daniello , poiché sìfatta era la sua natura , e ingegno ; ed egli piuttosto si contentava difare poco, e bene , che assai , e non così bene . Adunque , oltre ali’affezione, che gli portava il cardinale , lo favorì di maniera il sig.Annibale Caro appresilo i suoi Signori Farnesi , che sempre s aiuta-rono . E a Madama Margarita d’ Austria figliuola di Carlo V nel pa-lazzo de’Medici a Navona , dello scrittoio del quale si è favellatonella vita dell’Indaco, in otto vani dipinse otto storiette de’fatti,e opere illustri di detto Carlo V. Imperatore con tanta diligenza,e bontà , che per simile cosa non si può quasi fare meglio . Es-sendo poi Fanno 1547. morto Ferino del Vaga, e avendo lascia-ta imperfetta la sala dei Re , che, come si è detto, è nel palazzodel Papa , dinanzi alla cappella di Sisto e alla Paolina, per mez-zodi molti amici, e signori, e particolarmente di Michelagnolo‘Deputato a a e t- j} onarrot j f u (j a p a p a Paolo III. messo in suo luogo Daniello con lamedesima provvisione 3 che aveva Ferino» e ordinatogli 5 che deueprincipio agli ornamenti delle facciate, che $’ avevano a fare di stuc-chi , con molti ignudi tutti tondi sopra certi frontoni . E perchéquella sala rompono sei porte grandi di mischio , tre per banda , euna sola facciata rimane intera , fece Daniello sopra ogni.porta quasiCompartimento </, un tabernacolo di stucco bellissimo ; in ciascuno de’quali disegnavaquella. fare di pittura uno di quei re , che hanno difesa la chiesa apostoli-
ca ; e seguitare nelle facciate istorie di que’ re , che con tributi »o vittorie hanno beneficato la Chiesa ; onde in tutto venivano a esseresei storie , e sei nicchie ; dopo le quali nicchie, ovvero tabernacoli,fece Daniello, con 1 ’ ajuto di molti, tutto 1 ’ altro ornamento ricchis-simo di stucchi, che in quella sala si vede ; studiando in un medesi-mo tempo i cartoni di quello , che aveva disegnato far in quel luo-go di pittura . Il che fatto , diede principio a una delle storie , ma■non ne dipinse più che due braccia in circa, e due di que’ re ne’tabernacoli di stucco sopre le porte ; perché ancorché fosse sollecita-to dal cardinale Farnese, e dal Papa , senza pensare, che la mortesuole spesse volte guastare molti disegni, mandò F opera tanto inlungo , che quando fbpravenne la morte del Papa F anno 1549. nonera fatto se non quello , che è detto ; perché avendosi a fare nella sa-la , che era piena di palchi, e legnami, il conclave , su necessariogettare ogni cosa per terra, e scoprire F opera ; la quale essendo ve-duta da ognuno, F opere di stucco furono , siccome meritavano, in-finitamente lodate, ma non già tanto i due re di pittura, per-ciocché pareva , che in bontà non corrispondessimo ali’ opera dellaTrinità ; e che egli avesse , con tanta comodità , e stipendj onorati,piuttosto dato addietro , che acquistato . Essendo poi creato Pontefi-ce Fanno 1550. Giulio III-si fece innanzi Daniello con amici, e
con