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Tomo terzo.
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Vita di Taddeo Zucchero da Santac.nolo. 155piacque assai. Ma fu tanta la scortesia di quel Pontefice , o de' suoiministri, che al povero pittore non furono, non che altro, rifatte lespese. L’anno iZsso. aspettando, il Papa in Roma il sig. duca Cosi-mo , e la signora duchessa Leonora sua consorte , e avendo disegna-to d’alloggiare loro Eccellenze nelle stanze, che già Innocenzio VIII-sabbricò - le quali rispondono sul primo cortile del palazzo, e inquello di san Piero, e che hanno dalla parte dinanzi logge, che Operarono inVatic*.rispondono sopra la piazza dove si dà la benedizione , fu dato carico no •a Taddeo disiare le pitture , ed alcuni fregi, che v’ andavano , e dimettere d’ oro i palchi nuovi, che si erano fatti in luogo de' vecchiconsumati dal tempo ; nella qual’ opera, che certo Tu grande , ed’importanza , si portò molto bene Federigo , al quale diede.»quasi cura del tutto Taddeo suo fratello, ma con suo gran pe-ricolo; perciocché dipignendo grottesche_nelle dette logge, ca-scando d’un ponte , che posava sul principale, super capitaremale . Né passò molto , eh’ il cardinale Emulio , a cui aveva_*di ciò dato cura il Papa, diede a dipignere a molti giovani ( ac-ciocché sofie finito tostamente ) il palazzetto , che è nel boscodi Belvedere , cominciato al tempo di Papa Paolo IV. con bel-lissima fontana , e ornamenti di molte statue antiche , secondo1’ architettura, e disegno di Pirro Ligorio . I giovani dunque ,che in detto luogo con loro molto onore lavorarono, furono Fe-derigo Barocci da Urbino giovane di grande aspettazione 1 , Leo Strecci girane àinardo Cungj 2 * * , Durante del Nero, ambidue dal Borgo Sansepolcro, e p/*tt*x.iene .i quali conduflòno le stanze del primo piano . A sommo la scala ,fatta a lumaca, dipinse la prima stanza Santi Tifi pittore Fiorenti-no 5 , che si portò molto bene ; e la maggiore, eh’ è accanto a questa ,dipinse il sopraddetto Federigo Zucchero, fratello di Taddeo, edi là da questa condusse un’ altra stanza Giovanni dal CarsoSchiavone , assai buon maestro di grottesche . Ma ancorché ciascu-no de i sopraddetti si portasse benissimo , nondimeno superò tutti

V 2 gli

1 Non era per altro ragazzo ,avendo almeno Zr- anni. Vedi ilBaldin. Dec.i. par .3. lec.4.

2 II Vasari in fine della Vita diPerin del Vaga nomina questo stes-so Lungi, per Io che non so inten-dere , perché il P. Orlandi lo chia-mi Cagni , e nella ristampa fatta dalGuarienti , che dice d’ averla cor-retta , lo chiama Cugini .

1 NelT edizione de’ Giunti , e

in quella di Bologna si legge SantiTidi con errore manifesto , perché

un tal pittore non fu mai al Mon-

do . Ho corretto Titi, perché trovonel Riposo del Borghini Scrittorecontemporaneo , a c.6io. della vec-chia,e 507. della nuova edizione,cheSanti dipinse in quello palazzetto.NelP Abecedario è chiamato Santedi Tito Titi dal Borgo a san Sepolcro.Lo chiama Sante all’uso Romagnuo-lo, benché in cento libri da var]autori sia chiamato Santi. Era an-che egli dal Borgo . II Vasari lo di-ce Fiorentino, perché abitò, e_jvisse in Firenze, e perché il Borgoè nello Stato Fiorentino .