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Tomo terzo.
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David formato inmarmo mal (ondo

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quelli altri T animo di non finirlo lenza pezzi, salvo che a lui, ene aveva avuto defiderio molti anni innanzi» venuto in Fiorenza»tentò di averlo.

Era questo marmo di braccia nove , nel quale per mala sorteun maestro Simone da Fiesole aveva cominciato un gigante, emal concia era quella opera , che lo aveva bucato fra le gambe, etutto mal condotto , e storpiato ; di modo , che gli operai di santaMaria del Fiore, che sopra tal cosa erano, senza curar di finirlo ,1 » lavevano posto in abbandono» e già molti anni era così stato» ed' era tuttavia per istare . Squadralo Michelagnolo di nuovo » ed esa-minando potersi una ragionevole figura di quel sasso cavare» ed ac-comodandosi con 1 attitudine al sasso » eh' era rimasto storpiato damaestro Simone » si risolte di chiederlo a gli operai » ed al Sode ti-ni , da i quali per cosa inutile gli su conceduto» pensando che ognicosà » che se ne facesse » sesso migliore » che lo essere » nel quale al-lora si ritrovava 1 » perché spezzato » in quel modo concio » uti-le alcuno alla fabbrica non faceva- Laonde Michelagnolo fatto unmodello di cera» finse in quello » per la insegna del palazzo, un Da-vid giovane con una frombola in mano ; acciocché siccome egliaveva difeso il suo popolo » e governatolo con giustizia » così chigovernava quella città » dovesse animosamente difenderla» e giusta-mente governarla ; e lo cominciò nelP Opera di s. Maria del Fiore »nella quale fece una turata fra muro » e tavole » ed il marmo circon-dato » e quello di continuo lavorando » senza che nessuno il vedesse »a ultima perfezione lo condusse . Era il marmo già da maestro Si-

mqne

parte tale quale è ora nel marmo ,e sotto è scritto : Davide cbollafromba , e io cboll' arco . Michelagnio is*c. che pare un principiodun sonetto. Nel di dietro di que-sta carta sono altri studj, e i seguen-ti due eleganti versi :

Mi dolce mormorar d' un filmice Ho ,

Ch' aduggia di verd' ombra unchiaro fonte .

1 Non pare, che questo discor-so concordi con quello, che ha det-to poc' anzi, che il Vinci avestepiù volte chiesto questo marmo, eil Soderino avere avuto seco ra-gionamento di darglielo , e che al-lora trattava d allogarlo a AndreaContucci. Il Condivi §. xxi. rac-conta il fatto altrimenti, dicendo ,che Andrea lo chiese in dono aglioperai del duomo, come cosa inu-

tile , e che per 100. anni era rima-se abbandonato ; promettendo , checon aggiungervi depezzi ne avreb-be cavata una figura . Ma che glioperai non glielo vollero dare len-za sentir Michelagnolo , onde lomandarono a chiamare , e glie l'of-ferirono , ed egli 1 accettò , e fat-ta la statua gliela pagarono 400.scudi, ed egli la terminò in diciottomesi. Per altro questo racconto nonha tutti quei gradi di verisimìlitu-dine per rendersi credibile . Comemai gli operai non vollero fidarsidAndrea uomo di presso a 50. an-ni, e di tanto credito nella scul-tura , e voler sentire un giovanedi circa a 26. ? Ho detto , che glifu pagato scudi 400. ma il Vasarimedesimo dice 800. nella prima*edizione.