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Tomo terzo.
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214
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Concorso a, vederla .

Copin di marmi con-dotta a Rema »

Viene in disgusto colPapa .

214 (Quarta Parte.

to talmente ogni lavoro suo , che Moisè può più oggi che mai chia-marsi amico di Dio 5 poiché tanto innanzi a gli altri ha volu to met-tere insieme , e preparargli il corpo per la sua resurrezione , per lemani di Michelagnolo ; e seguitino gli Ebrei di andare , coirne fannoogni sabato, a schiera 1 e maschi, e femmine, come gli stormi, a vi-sitarlo j e adorarlo 5 che non cosa umana, ma divina adoreranno.

Dove finalmente pervenne allo accordo, e fine di questa op>era , laquale delle quattro parti se ne murò poi in s. Piero in Vincola unadelle minori . Dice si , che mentre che Michelagnolo faceva que-sta opera , venne a Ripa tutto il restante de’ marmi per detta sepol-tura 5 che erano rimasti a Carrara 5 i quali sur fatti condurre co’glialtri sopra la piazza di a, Pietro ; e perché bisognava pagarli a chi gliaveva condotti, andò Michelagnolo , come era solito al Pa;,pa ; maavendo sua Santità in quel dì cosa , che gì’ importava per le cose diBologna , tornò a casa, e pagò di suo detti marmi, pensando avernesordine subito da sua Santità . Tornò un altro giorno per parlarne alPapa , e trovato difficoltà a entrare , perché un palafreniere gli dis-se , che avesse pazienza , che aveva commistione di non Metterlodrento ; fu detto da un vescovo al palafreniere : Tu non con,osci for-se questo uomo . Troppo ben lo conosco , disse il palafreniere : maio son qui per far quel che m’è commesso da’ miei superiori , e dalPapa . Dispiacque questo atto a Michelagnolo , e parendogli il con-trario di quello, che aveva provato innanzi , sdegnato rispose alpalafreniere del Papa, che gli dicesse, da qui innanzi , quandolo cercava sua Santità, essere ito altrove ; e tornato alla stanzia a due g

ore di notte montò in sulle poste , lasciando a due servitori, chevendesfino tutte le cose di casa a’ Giudei» e io seguitassero a f ioren-

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1 Non è ora vero , che gli Ebreivadano a schiere a venerare questastatua, poiché ella è in chiesa pres-so ali’ altar maggiore, onde né gliEbrei entrerebbero in chiesa, névi sarebbero lasciaci entrare senzagrave gastigo . Qui è un esagerazio-ne del Vasari, tanto più che questastatua è bella certamente oltre ognicredere , ma non la più eccellente;ma si consideri, che andava in alto,e in isola. Tuttavia è stata merita-mente lodata a gara da insigni poe-ti . Solamente voglio qui riportareun distico di Luca Valerio celebrematematico , e per questo più sti-mabile:

Me Micbael quondam coeleîUsmarmore claujtt :

Eduxit vivum marmorre terri-gena .

Questa statua su intagliata in rame,sul quale è il nome di Niccolò VanAelst , ma la maniera del caglio pa-re di Beatricetto . Ella fru anchefatta di cera, alta due terza dì brac-cio da Pierino da Vinci eccellente-mente , che donò questo modelloa Luca Martini, come dice il Va-sari tom.il. a cart. 571. Si itrova in-tagliata anche nella Raccolta sud-detta di Domenico de’ Rossi nellatav. cliv.