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Tomo terzo.
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Virtù di Michtlagno -lo rimunerai» .

Vita di Michelagnolo Bokvrroti. 2 ZIdato animo a se di far maggioro imprese, con danari, e ric-chi doni rimunerò molto Michelagnolo , il quale diceva alle_,volte de' savori, che gli faceva quel Papa , tanto grandi, che mo-strava di conoscere grandemente la virtù sua 1 , e se tal volta peruna sua cotale amorevolezza gli faceva villania , la medicava condoni , e favori segnalati ; come su quando dimandandogli Mi-chelagnolo licenza una volta di andare a fare il sen Giovanni aPiorenza , e chiestogli perciò danari sdisse: Ben , questa cappel-la quando farà fornita ? Quando potrò 5 Padre sento . Il Papa,che aveva una mazza in mano percosse Michelagnolo 5 dicendo :

Quando potrò, quando potrò : te la farò finire bene io . Però tornato

a casa Michelagnolo per mettersi in ordine per ire a Piorenza, mandò

subito il Papa Curilo 2 suo cameriere a Michelagnolo con 502. scudi,

dubitando , che non facesse delle sue , a placarlo , facendo scusa del

Papa , che ciò erano tutti favori, e amorevolezze, c perché' conosceva w J>a P a geloso dflla

la natura del Papa , e finalmente lamava, se ne rideva, vedendo poi ^ * UI

finalmente ritornare ogni cose in favore , e util suo , e che procurava

quel Pontefice ogni cosa per mantenersi questo uomo amico. Dove che

finito la cappella , e innanzi che venisse quel Papa a morte , ordinò

sua

luto sforzare ad andar dietro al

ne , che a maraviglia. E peggiofanno coloro , che meno aspet-tano , che il tempo di tutte le cosedistruggitore le consumi , ma lerovinano per dar luogo alle fantoc-ciate d artefici imperiti.

1 Scoperta la metà della cappel-la dice il Condivi §. xxxvin. cheRaffaello , che in imitare era mira-bile , cercò per via di Bramante ilresto . Il Vasari non ne dice nien-te, e mi si rende difficile a creder-lo , prima perché il pensiero diquesta volta era tutto unito , ondeera più che probabile , che il Bj-narroti aveste fatto i cartoni, e glisttidj di tutta; il che doveva imma-ginarsi Raffaello . In secondo luo-go , come mai poteva fare accordoquella gran pittura tutta andante,mezza d una maniera, e mezzad un altra , e di due maniere tan-to diverse? In terzo luogo perquanto Raffaello fosse bravo imita-tore , come dice il Condivi ( ben-ché nelle sue opere non si veggaimitazione , ma una maniera total-mente nuova ) pure le si fosse vo-

Bonarroti , avrebbe durato fatica,e poi naturalmente sarebbe statosempre in timore di rimanere in-dietro, essendoché il fiero , e ter-ribile disegnare , e atteggiare diMichelagnolo spaventi ogni più su-blime ingegno . Per lo che non_>

credo , che Raffaello procurasse divenire a questo confronto , anzipiuttosto credo, che richiesto a-vrebbe cercato di sfuggirlo . In__*quarto luogo , vedendo il Bonar-roti tanto in grazia, e tanto fa-vorito dal Papa , non si sarebbe ar*rischiato a far questa istanza . Edin ultimo essendo Raffaello d uncostume tanto modesto , onorato,e grazioso , è affatto inverisimile,che avesse fatto un atto cotantodiscorrete, e villano, e impertinen-te di toglier P opera a un granprofessore , che già f aveva fattamezza , e riportatone tanto ap-plauso .

1 C urlìo, cioè Accursio, comelo chiama il Condivi .