Band 
Tomo terzo.
Seite
237
JPEG-Download
 

Vita di Mighelagnolo Eonarroti . 237

più risoluta nel tutto, e nelle parti, come nelle mensole , ne taber-nacoli 1 s e nelle cornici ; scala più comoda , nella quale fecetanto bizzarre rotture di scaglioni, e variò tanto dalla comune usan-za della altri, che ognuno le ne stupì. Mandò in quello tempo Pie-tro Urbano Pistoiese lilo creato a Roma a mettere in opera un Cristo Crisi» dell* Mir.tr-che tiene la croce 3 j il quale è una figura mirabilissima , Vft '

che

vedere in B° m d . D. Francesco Ba-roni De macellate Vanormitanalibr. 2 - De pièìoribus, & sculptori-

bus ÌS'c. a c. 103. riportato da_»

D. Vincenzio Auria al cap. 6 . del

ignudo,

i Cioè nelle nicchie da metter-vi statue,che non vi sono state mes-se in 200. e più anni, anzi non èstato mai finito ; benché tutte lepietre sieno state murate a suoi

luoghi, ma i

resto della muraglianon è stato mai intonacato . Ditutta la libreria , e del suo ricettoparte per parte con tutte le mi-sure , e modini , piante , e alza-te < 3 cc. ne è stato fatto un bel li-bro diligentemente milurato , ebene intagliato , intitolato : Libre-ria Medicea Laurenzjaua , opera diGiuseppe Ignazio Rolli, impres-sa in Firenze nel 1739. in fogliogrande . Si può anche vedercinel principio del tom. 1. del dettoStudio di porte ŽSY. di FerdinandoRuggieri, dove sono tutti i mede-simi disegni, ma un poco più pic-coli , e non tanto eccellentementeintagliati. Il vaso della libreria suterminato , e apertala al pubbliconel 1571. da Cosimo I. come appa-risce da questa iscrizione posta so-pra la porta, che è al sommo dellascala :

BIBLIOTHECAM. HANÒCOS. MED. TVSCORVMMAGNVS DVX I.perficiendam. CVRAVITAN. DNI. MDLXXI. III. 1D. JVN.

2 Di questo Cristo fu fatta unacopia di marmo grande , quanto ilnaturale , da Taddeo Landini Fio-rentino , e benché solfe di 21. an-no , lo ritrasse cotanto eccellente-mente,che,come dice il Bocchi nel-le Bellezze di Firenze, a chi vienin Firenze ,par di veder quella ( fi-gura ) che sovente è flato usato di

Gagino redivivo , dice : Forte for-tuna Micbael Mngelus Bonarcta ,cum I{ow<e Cbriîtum Dominum ef-

formaret . Mbi , inquit, ad

Mlntomum Gaginum Van or mi de-gentern ,s Cbriftttm ve sii tutti velie,lile quidem ad induendum hornìnetnfingularis . Il P. Oriundi neh Abe-cedario alla v. cagini raccontaquesto detto , e dice , che i Cugi-ni furono molti scultori della stessafamiglia , ma non riporta il nomedi nessuno , e racconta , che il Bo-narroti disse ciò, quando consegnòil Cristo per portare a Roma , ecita il P. Resta per mallevadore diquesto fatto . Per altro il Vasaridice , che il Bonarroti mandò Pie-tro Urbano non a condurre a Ro-ma il suo Cristo, ma a metterlofu . Antonio Gagino ebbe il padreper nome Domenico , che su scul-tore , leggendosi sotto una lua sta-tua di Maria santissima , che è nelduomo di Palermo : Opus Mnto-nelli Gagini Vanbormitani Domini-co scultore geniti XII. die TSsovem-bris 1503. E in una nota del P. Re-sta suddetto a c. 35. del Gagino re-divivo nella libreria Corsini trovofatto menzione di Vincenzio, Gia-como , e Fazio, tutti e tre sculto-ri , e figliuoli d Antonio . Se poisia verisimile , che il Bonarroti di-cesse questo motto, lenza aver ve-duto opera veruna del Cugino, lolascerò giudicare ad altri.