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che fu posto nella Minerva allato alla cappella maggiore per me {TerAntonio Metelli . Seguì intorno a questo tempo il sacco di- Roma ,e la cacciata de’ Medici di Firenze, nel qual mutamento disegnan-do chi governava risortificare quella città, seciono Miche lag nolosopra tutte le fortificazioni commissario generale 1 ; dove in piùluoghi disegnò , e fece fortificar la città , e finalmente il poggio dis. Miniato cinse di bastioni, i quali non colle piote di terra faceva»e legnami, e stipe alla grossa, come s’ usa ordinariamente , macon armadure disotto » intestiate di castagni » e querce , e di altre buo-ne materie : ed in cambio di piote» prese mattoni crudi fatti concapecchio » e stereo di bestie» spianati con somma diligenza ; e per-l'aa Ferran per ve- ciò fu mandato dalla signoria di Firenze a Ferrara a vedere le forti-dtr le fortificauoni • ficazioni del duca Alfonso I. » e così le sue artiglierie » e munizioni;
ove ricevè molte cortesie da quel Signore » che lo pregò» che glifacesse a comodo suo qualche cosa di sua mano » che tutto gli promes-se Miche lagnoso ; il quale tornato andava del continuo anco forti-ficando la città » e benché avesse questi impedimenti » lavorava non-dimeno un quadro d’ una Leda per quel Duca » colorito a temperadi sua mano » che fu cosa divina » come si dirà a suo luogo ; e lestatue per le sepolture di s. Lorenzo segretamente . Stette Miche-laccio ancora in questo tempo sol monte di s. Miniato forse sei mesiper sollecitare quella fortificazione del monte » perché se ’l nemicose ne suste impadronito» era perduta la città ; e così con ogni sua dili-genza seguitava queste imprese . Ed in questo tempo seguitò in dettasagrestia l'opera,che di qu ella restarono , parte finite,e parte no, set-te statue 2 , nelle quali con le invenzioni dell’ architettura delle fè-
poltu-
i II Varchi nel libr. 8. della suaStoria ac.194. scrive cosi,,; E per-„ chè insino a quel tempo, così nel„ fortificare, come nel far rive-„ fiere, e acconciare le fortezzeà >, di tutto 11 Dominio , s' erano i,, Dieci serviti fii varj maestri per„ architetti, e ingegneri senz’ al-,, cun capo principale , condussero„ con titolo di governatore ,
,, procuratore generale sopra la„ fortificazione , e ripari della cit-„ tà di Firenze per un anno , Mi-„ chelagnolo di Lodovico Bonar-„ roti ; nel quale uno fioriscono,,, perché ancora vive, la lcoltu-,, ra , la pittura , e P architettura„ al sommo giunte della loro per-„ sezione. Ciò seguì nel 152^.
2 II Condivi al §. XLV. dice :Le statue son quattro ; ma la veritàè , che le statue sono sette , comedice il Vasari . Quindi è , che nonso come alcuno voglia prestar tan-ta fede al Condivi, vedendo cheprende sbaglio in una cosa tantonota, e pubblica , e tanto mate-riale , e di cui si può avere un ri-scontro certo a tutti i momenti.Anzi egli stesso nelle parole, cheseguono , ne viene a numerar cin-que . Di più ne lascia due , che so-no le uniche finite di tutto punto,cioè il duca Lorenzo tutto penso-so , che perciò si chiama questastatua il 'Pensiero ; e in vero pare ,che ella sia fatta per rappresentar-lo : e P altra è il duca Giuliano, eh’
espri-