Band 
Tomo terzo.
Seite
243
JPEG-Download
 

Vita di Michelmgnol© Bonarroti . 143

venne dunque, che estèndo Micrhelagnolo quivi con animo di nonesser conosciuto, e con li suoi scavalcato , fu ciò per questa via no-to al Duca » che se ne rallegrò per e sser divenuto amico ivo. Eraquel Principe di grande animo » e mentre che viste si dilettò con-tinuamente della virtù . Mandiò subito alcuni de' primi della suaCorte , che per parte di stia Eccellenza in palazzo, dove era il Du-ca , lo conducessero, ei cavalli , e ogni stia colà levassero , e bonis-lìmo alloggiamento in palazzo glii dessero . Michelagnolo trovandosiin forza altrui su costretto ubbidisse , e quel che vender non poteva,donare ; ed al Duca con coloro» andò, senza levare le robe dell'osteria. Perché fattogli il Duca accoglienze grandissime, e dolu-tosi della sua iàlvatichezza, ed aappreslo fattogli di ricchi, ed ono-revoli doni, volle con buona provvisione in Ferrara fermarlo - Maegli non avendo a ciò l’animo imtento, non vi volle restare , e pre-gatolo almeno , che mentre la guerra durava , non si partisse , ilDuca di nuovo gli fece offèrte di tutto quello , che era in poter silo .Onde Michelagnolo non volendo; essere vinto di cortesia , Io ringra-ziò molto, e voltandosi verso i suoi due disse , che aveva portatoin Ferrara 12- mila feudi, che siè gli bisognava , erano al piacer suoinsieme con eslò lui. Il Duca lo tmenò a spailo, come aveva fatto altravolta, per il palazzo, e quivi gli 1 mostrò ciocché aveva di bello, fino aun suo ritratto di mano di Tizianio, il quale su da lui molto commen-dato ; né però lo potè mai sermaire in palazzo, perché egli alla oste-ria volle ritornare. Onde l'oste , che l’alloggiava , ebbe sotto ma-no dal Duca infinite colè da fargli onore, e commissione alla partitasita di non pigliare nulla del stio ; alloggio. Indi si condusse a Vene-zia , dove desiderando di conoiccerlo molti gentiluomini, egli, chesempre ebbe poca fantasia , che edi tale esercizio s’intendessero, fipartì di Giudecca, dove era ali loggiato, dove si dice, che alloradisegnò per quella città, pregaato dal doge Gritti, il ponte delRialto 1 , disegno rarissimo d’invenzione , e d’ ornamento . Fu ri-chiamato Michelagnolo con grani preghi alla patria, e fortementeraccomandatogli, che non voleîslè abbandonar l’impresa, e man-datogli salvo condotto. Finalmiente vinto dallo amore non senzapericolo della vita ritornò , e im quel mentre finì la Leda 3 , che

IH h 2 face-

1 Da queste parole del Vasari 1si può solo raccogliere, che il pre-sente ponte di Rialto sia latto sulldisegno del Bonarroti qui rife-rito , ma nel Forestiero illumina-to intorno alle rarità della città!di Venezia si dice, che questo pon-te fu cominciato 1’ anno 1588. cioè!ventiquattro anni dopo la morte dii

Michelagnolo, e finito nel 1591.nel tempo , eh' era doge PasqualeCicogna , come si vede dalla suaarnie posta in mezzo dell’ arco .

2 Questo quadro della Leda fat-to per lo duca di Ferrara , fu por-tato in Francia , e stette a Fonta-nablò fino al regno di Luigi XIII.quando il signor Desnoyers, allora

mini-

Invitato , e ricevutedal duca di Ferrara*

îJon fi ferme in Ve -nenia » e ritorni al-la patria .