Vita di Michelagnolo Bonarroti . 263
passò, come s’è detto , quattro mila , e ciurò molli anni .E da que- ^ .
sto , e altro modo di fare si conobbe, che quella fabbrica era una bot-yw,-*,., neirltiràditega, e un traffico da guadagnare , il quale si andava prolungando Michel,■•nolo'.con intenzione di ron finirlo , ma da chi se l'avesse presa per in-certa . Questi modi non piacevono a questo uomo dabbene, e perIevarfegh da torno , mentre che ’1 Papa lo forzava a pigliare 1’ ufi-cio dello architettore di quelì’ opera, disse loro un giorno aper-tamente , che eglino si abitassero con gli amici, e facessero ogniopera, che e’non entrasse in quel governo, perché s' egli avesseavuto tal cura , non voleva in quella fabbrica nessuno di loro ; lequali parole dette in pubblico 1’ ebbero per male , come si può cre-dere , e furono cagione , che gli postino tanto odio , il quale cre-scendo ogni dì nel vedere mutare tutto quell’ ordine drento, efuori, che non lo lasciarono mai vivere , ricercando ogni dì varie ,e nuove invenzioni per travagliarlo, comesi dirà a suo luogo 1 .
Finalmente Papa Paolo gii lece un moto proprio , come lo crea-va capo di quella fabbrica con ogni autorità , e che e’ poteste fare ,e disfare quelche che v’era , crescere, e scemare, e variare a suopiacimento ogni cosa , e volle , che il governo de’ ministri tutti de-pendestìno dalla volontà sua ; dove Michelagnolo visto tanta sicur-tà , e fede del Papa verso di lui, volle , per mostrare la sua bontà,che fosse dichiarato nel moto proprio, come egli serviva la fabbri- SefVÌ ia di
ca per l’amor di Dio, e senza alcun premio, sebbene il Papa pietre per amar digli aveva prima dato il pasto di Parma del fiume , che gli rende- Dìo.va da fecento feudi, che lo perde nella morte del duca Pier LuigiFarnese , e per ifeambio gli su dato una cancelleria di Rimini dimanco valore , di che non mostrò curarsi ; e ancora , che il Papa glimandasse più volte danari per tal provvisione , non gli volle accettarmai ; come ne fanno fede messer Alessandro Ruffini 2 cameriereallora di quel Papa , e mestèr Pier Giovanni A fiotti vescovo diFurlì . Finalmente fu dal Papa approvato il modello, che aveva fat-to Michelagnolo , che ritirava lan Pietro a minor forma, ma sì be-ne a maggior grandezza , con fatisfazione di tutti quelli, che hannogiudizio , ancoraché certi , che fanno proferiron e d’ intendenti
1 I travagli di Michelangelo perconto della fabbrica di s. Pietro,e d’ altre ancora , fono narrati, eponderati con debito esame ne’Dialoghi sopra le tre belle arti ac. 21. 37 38. 40. 42. 44. e fegg.da’ quali si mostra chiaramente ,
quanta disavventura sia quella_>
de’ grandi uomini , che ven-gono sotto il giudizio di perso-ne ignoranti, che si reputino dot-
te , ed esperte.
2 Alessandro Rufsini gentiluo-mo Romano su cameriere , e lcal-co di Paolo III., e Pier GiovanniAliotti era allora guardaroba, epoi su fatto vescovo di Ferii. IlCondivi §• Lxr. fa solamente men-zione di 100. scudi d’oro mandatida Paolo III. al Bonarroti , e dalui non accettati.