Vita di Michelagnolo Bonarroti . 27r
fluito di stampare l'Opera delle Vite de’ Pittori, scultori, ed ar-chitettori in Fiorenza, e di niuno de’ vivi aveva fatto la Vira , an-corché ci suderò de’ vecchi, se non di Michelagnolo; e così gli pre-sentò l’Opera» che la ricevè con molta allegrezza» dove molti ricor-di di cose aveva avuto dalla voce sua il Vasari, come da arteficepiù vecchio » e di giudizio ; e non andò guari, che avendoli-»letta , gli mandò Michelagnolo il presente sonetto fatto da lui » ilquale mi piace in memoria delle sue amorevolezze porre in questo
luogo n , , . Sonttta di Michel*'
Se con lo stile , 0 co colori avete gruisti Vasari.
Alla biatura pareggiato T Arte ,
Anzi a quella scemato il pregio in parte »
Che T bel di lei più bello a noi rendete »
Fui eh è con dotta man po/lo vi sete
1 A più degno lavoro , a vergar carte »
Quel che vi manca a lei di pregio in parte ,hiel dar vita ad altrui tutto togliete .
Che se secolo alcuno omai contese
In far beli ’ opre , almen cedale poi ,
Che convien , eh' al prescritto fine arrive -Or le memorie altrui giù spente , accese
Tornando fate , or che fien quelle , e voi ,
Mal grado d'esse » e iemalmente vive .
Partì il Vasari per Fiorenza, e lassò la cura a Michelagnolodel fare sondare a Mortorio . Era mestèr Lindo Altoviti 1 2 alloraconsolo della nazione Fiorentina molto amico del Vaiati, che infu questa occasione gli dille , che sarebbe bene di far condurre que-sta opera nella chiesa di s. Giovanni de’ Fiorentini » e che ne aveva venfiero di fabbri-già parlato con Michelagnolo» il quale favorirebbe la cosa » eli t- tarfi s. Gi», do’sfa-rebbe questo cagione di dar fine a quella chiesa. Piacque questo z rtm>m 'messer Lindo , ed estèndo molto famigliare del Papa, gliene ragio-nò caldamente , mostrando , che farebbe stato bene , che le sepol-ture , e la cappella» che sua Santità faceva fare per Montorio»
1’ aveste
1 Allude il Bonarroti in questiversi alle presenti Vite , alle_»quali il Vasari attendeva di con-tinovo; come più chiaramente sispiega nella lettera , che segue ,scritta al medesimo Vasari.
2 Questi è quel Bindo Altovitidi nobilissima famiglia Fiorentina,al quale Raffaello daUrbino donòil ritratto di se medesimo, del qua-
le si è parlato nel tomo il. a c.88.e del qual Bindo fece il ritratto inbronzo Benvenuto Cestini in unbusto grande quanto il naturale,che si trova nel suo palazzo di Ro-ma accanto a ponte s. Angelo , cheMichelangelo stesso tanto ammi-rava , e con ragione , perché èstupendo; e spesso passando di lìvoleva rivederlo.