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Tomo terzo.
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272 Q^u arta Parte.

l’avesse fatte nella chiesa di s. Giovanni de’Fiorentini , ed ag-giugnendoj che ciò sarebbe cagione, che con questa occasione, e spro-ne la nazione farebbe spesa tale , che la chiesa arebbe la sua fine ; e sesua Santità facesse la cappella maggiore, gli altri mercanti sarebbonosei cappelle , e poi di mano in mano il restante . Laddove il Papa£ voltò d’ animo 1 , e ancoraché ne suste fatto modello , e prezzo,andò a Montorio , e mandò per Michelagnolo , al quale ogni gior-no il Vaiar! scriveva, ed aveva, secondo l’occasione delle faccende,risposta da lui. Scrisse adunque al Vasari Michelagnolo al primo> d! d' Agosto i55o- la mutazione , che aveva fatto il Papa , e sonqueste le parole istellè di sua mano.

Meste r Giorgio mio caro . Circa al rifondare a s. Pietro a Mon-torio , come il Papa non volse intendere , non ve ne scrissi niente , sa-lettna dì Michele- pendo voi essere avvisato ddi' uomo vostro di qua . Ora mi accade dirvi

Zimlo d Vasari > quello t che segue , e questo è , che jer mattina , essendo il Papa andato

a detto Molitorio , mandò per me . Riscontralo in sul ponte 2 , che tor-nava : ebbi lungo ragionamento seco circa le sepolture allogatevi , e ali ’ultimo mi disse , che era risoluto non volere mettere ■ dette sepolture insu qu°l monte , ma nella chiesa de' Fiorentini . Richiesemi di parere ,e di disegni , ed io ne lo confortai ajsai , stimando , che per questo me%-%o detta chiesa s' abbia a snire . Circa le vostre tre 3 ricevute non hopenna da rispondere a tante altezze : ma se avesti caro di estere in qual-che parte quello , che mi fate , non /’ atei caro per altro , se non perchévoi aveste un servidore , che valeste qualcosa. Ma io non mi maravi-glio , estèndo voi risuscitatore di uomini morti , che voi allunghiate vi-ta ai vivi* ovvero che i mal vivi furiate per infinito tempo alla mo r-te . E per abbreviare , io son tutto , come sin vostra . Michelagnolo Bo.narrati in Roma .

Mentre che queste cose si travagliavano , e che la nazionecercava di far danari, nacquero certe dilficultà » perché non con-clusero

1 Della volubilità dell’animo per andare di li a s. Pietro in Mon-di questo Papa si duole Michela- torio non si passano ponti , elsen-gnolo in una di queste lettere ; co- do ambedue di là dal Tevere . On-ta perniciosistìma in tutti gli affa- de sorse abitava nel palazzo diri, e specialmente trattandosi di $. Marco , se peravventura nonfabbriche , perché si getta via mol- veniva dalla sua vigna di fuorito danaro , e si storpiano le fabbri- della porta del Popolo , dove sa-che medesime , e si fa girare la te- ceva spesso soggiorno .

sta agli artefici. 3 Cioè alle tre lettere ricevute

2 Bisogna , che in quel tempo da Giorgio , nelle quali doveva es-il Papa non abitasse nel palazzo sere stato molto lodato come uaeri-

di s. Pietro in Vaticano, perché uva.