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Tomo terzo.
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Vita Di Micîîîlagnolo Bonarroti - 279

quel principio , che egli andò a baciare il piede , fatte offèrte assai,in desiderio della siine della fabbrica di fan Pietro, e lobligo , chegli pareva avervi ; lo tenne fermo, e pigliando certe scuse scisse alDuca , che non poteva per allora servirlo , e una lettera al Vasaricon queste parole pr oprie .

Messer Giorgio amico caro. lochiamo Iddio in tedi,nonio , come ^ fra j tu a { yio fui contra mia voglia con grandissima forza messo da papa Paolo III. y ari > f onnella fabbrica di s. Metro di Roma io. anni fono , e se fi fisse seguita- dinon peter ire a si-to fino a oggi di lavorare in detta fabbrica , come fi faceva allora , io sarei rtnM -ora a quello di detta fabbrica , eh' io desidererei tornarmi coda ; ma permancamento di danari ' ella s' è molto allentata, e allentasi , quando eli' ègiunta in più faticose , e dificili parti ; in modo , che abbandonandolaora , non sarebbe altro, che con grandissima vergogna , e peccato perdere ilpremio delle fatiche , che io ho durate in detti io. anni per l'amor di Dio .

Io vi ho fatto questo discorso per risposta della vostra , e perché ho unalettera del Duca , che ni ha fatto molto maravigliare , che sua Signoria fisia degnata a scrivere con tanta dolcezza . Ne ringrazio Iddio , e suaEccellenza quanto so , e posso. Io esco di proposito , perché ho perdutola memoria 1 , e 7 cervello , e lo scrivere ni è di grande affanno , perchénon è mia arte . La conclusione è questa di farvi intendere quelche se-gue dello abbandonaret la sopraddetta fabbrica , e partirsi di quia . Laprima cosa contenter ei parecchi ladri , e farei cagione della sua rovi-na, e forse ancora del serrarsi per sempre .

Seguitando di scrivere Michelagnolo a Giorgio, gli disse per .

escusazione sua col Duca , che avendo casa , e molte cose a comodo îsnufLned!fjr

suo in Roma , che valevano migliaja di fèudi, oltra ali' essere in- naralnenu.disposto della vita per renella , fianco 1 2 , e pena , come hanno tuttii vecchi , e come ne poteva far fede maestro Eraldo suo medico ,del quale si lodava dopo Dio avete la vita da lui, perché per questecagioni non poteva partirsi , e che finalmente non gli bastava lani-mo se non di morire . Raccomandavasi al Vasari come per più altrelettere , che ha di suo , che lo raccomandasse al Duca , che gli per-donasse oltra a quello , che ( come ho detto ) gli scrisse al Duca inescusazione sua. E se Michelagnolo fosse stato da poter cavalcare,sarebbe subito venuto a Fiorenza , onde credo , che non si sarebbesaputo poi partire per ritornarsene a Roma ; tanto lo mode la tene-rezza , e i' amore , che portava al Duca, e in tanto attendeva a

lavo-

1 Aveva allora il Eonarroti an-ni 81.

2 Cioè mal di fianco , eh è lostesso, che colica , come avverte ilvocabolario della Crusca alla voce

Fianco §. iti. e fi usa anche cosi as-solutamente, come l'ha usato il Va-sari , e gli esempj di buoni autorisi possono quivi vedere in grancopia .