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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonarroti. 297

dezza sua 1 . Il medesimo anno andò a Roma il duca Cosimo con lasig. duchessa Leonora sua consorte, e Michelagnolo, arrivato ilDuca, lo andò a vedere subito, il quale fattogli molte carezze » lofece , stimando la sua gran virtù , sedere accanto a se , e con moltadomestichezza ragionandogli di tutto quello , che sua Eccellenzaaveva fatto fare di pittura , e di scultura a Fiorenza , e quello , cheaveva animo di volere fare j e della sala particolarmente . Di nuovoMichelagnolo ne lo confortò , e confermò » e si dolse , perché ama-va quel Signore , non essere giovane di età da poterlo servire . E ra-gionando sua Eccellenza , che aveva trovato il modo da lavorare il Parlo eoi Due* »»porfido , cosa non creduta da lui, se gli mandò , come sè detto nel Roma * e ^ e f teaprimo capitolo delle Teoriche» la testa del Cristo lavorata da, var ^ ceFrancesco del Tadda scultore , che ne stupì 2 : e tornò dal Ducapiù volte , mentre che dimorò in Roma , con sua grandissima satis-fazione ; e il medesimo fece , andandovi poco dopo lo illustrissimodon Francesco deMedici suo figliuolo» del quale Michelagnolofi compiacque per le amorevoli accoglienze » e carezze fatte da suaEccellenza Illuiirissima » che gli parlò sempre con la berretta inmano 3 > avendo infinita riverenza a raro uomo ; e scrisse al Va-sari » che gli incresceva lessere indisposto » e vecchio » che areb-be voluto fare qual cosa per quel Signore : e andava cercando com-perare qualche anticaglia bella per mandargliene a Fiorenza . Ri-cercato a questo tempo Michelagnolo dal Papa per porta Pia dundisegno» ne fece tre tutti stravaganti» e bellissimi» chel Papa _ . .. ...

elesle per porre in opera quello di minore lpela» come li vede og - di minore stesa,gi murata con molta sua lode 4 . E visto V umor del Papa » perchéT. Ul. P p dovesi

1 Di questa sala ha parlato mol-to il Valari nella Vita del Ban-dinelli tomo il. a c. 597. e nel-la Vita sua , che sarà in fine diquesto tomo , ma quivi breve-mente .

2 Chiama Teoriche l'Introduzio-ne . Vedila nel c.i. a car.xi.e xi 1.dove si racconta tutto questo fatto,e come si trovasse il modo di lavo-rare il porfido con lo scarpello,e le varie opere, che ne furonoscolpite, e che avendo il Bonar-roti voluto far restaurare la tazzadi porfido, che ora è nel cortiledi Belvedere , non fu possibile .

3 II Varchi nell orazione nonparla di questonore fatto dal Prin-cipe Don Francesco deMedici,

e poi Granduca di Firenze a Mi-chelangelo . Paria bensì dell' ono-re , che gli fece Cosimo I. Grandu-ca regnante ( di che fa parola ancheil Vasari ) dicendo a c. 45. Quando( Cosimo I .) fu a Rgma , andato avistarlo riverentemente , volle ,che egli non solo fi coprisse la te-sta , ancoraché egsi , il quale cono-sceva a quanta , e quale maeiìàsus-se dinanzi , olìinatament? il ricu-sasela eziandio , che egli , non di-co , sedeste , ma le sedesse , non di-co appresto , 0 accanto , come avevafatto già Tapa Giulio , ma tra le gi-nocchia , e quasi in grembo .

4 Questa porta è bellissima, co-me ognun fa, ma non è stata inquasi 200- anni finita , benché

pochis-