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Tomo terzo.
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310 Quarta P a k t e.

cuna per se cosa rarissima, e disegni non mai più visti 1 . RitrasseMichelagnolo meflèr Tommaso in un cartone grande di naturale ,che nè prima , nè poi di nessuno fece il ritratto, perché abborrivail fare somigliare il vivo, se non era d'infinita bellezza . Queste car-te lono state cagione, che dilettandosi meflèr Tommaso, quan-to e' sa , n’ ha poi avute una buona partita , che già Michelagnolo

Messtr Tommaso fatto di matitanera, che pare di mano d’un ^Angio-lo , con quei begli occhi , e bocca , enaso vestito alT antica , e in ma-no tiene un ritratto , o medaglia ,che fi sta ; sbarbato , e insommada spaurire ogni gagliardo ingegno .Vedemmo anco altri disegni comesopra . Da questa postilla , e daquel che dice il Vasari, si racco-glie , che era cominciato 1’ uso del-ia matita rossa , e nera , che pri-ma non si usava, se non il lapispiombino . Il Baglioni a cart. 147.nella Vita di Bernardino Cesari,fratello del cavalier d’ Arpino, di-ce , che detto Bernardino copiòalcuni disegni di Michelangiolo Bo-narroti „ che erano di Tomao del,, Cavaliero , donatigli dal? istesso„ Michelangiolo, come a signor,, Romano , che della pittura„ grandemente s’intendeva, e de’„ virtuosi era sommamente ama-,, tore . Bernardino gli fece tan-„ to simili, e sì ben rapportati,,, che ? originale dalla copia non„ si scorgeva . „ Per lo che puòessere , che moki disegni, che orapassano per del Bonarroti , nonlo sieno . Uno schizzo di questoFetonte , o un primo studio sitrovava presso i! sig. Crozat. Ilratto di Ganimede su ricopiatoin miniatura da D. Giulio Clovio,come dice il Vasari nella Vita diquesto eccellentissimo miniatore,e si conserva in un gabinetto delpalazzo de’ Pitti, veduto dal Ri-cardson ( tom. 3. a cart. 117, ) Ba-tista Franco traportò questa favo»-la di Ganimede dal disegno del

Bonarroti in un suo quadro , do-ve aveva rappresentato la bat-taglia di Montemurlo , in cui fu-rono rotti i Fiorentini fuorusci-ti, come dice il Vasari a c. 56. diquesto tomo . E nel tom. il. acart, 255. in fine della Vita di Pro-perzia de’ Rossi dice, che questoTommaso mandò a regalare al du-ca Cosimo un disegno in carta dimano del divino Michelagnolo , do-v'è una Cleopatra . Fece anche Mi-chelangiolo uno schizzo pel sepol-cro di Leon X. rammentato dalVasari nel tom. medesimo a c.259.

1 Molti disegni di mano del Bo-narroti rimasero anche presso Da-nìello da Volterra , che insieme co’próprj lasciò a Giacomo Rocca Ro-mano pittore, il quale per altronon se ne servì per suo studio , maper farne mostra alle persone in-tendenti , come dice il Baglioninella Vita del detto Rocca , quan-tunque ? Orlandi nel? Abecedarioriferisca , che non essendo provve-duto dalla Tesatura di spiritofi pen-fieri nel dipingere , con T arte però ,e con la copia de ’ disegni lasciatiglidal desunto macero, fra i quali moltidel Bonarroti , s'ajutò ipc. Il bel-lo è , che ? Orlandi cita il Baglioni ,il quale dice il contrario. Del re-sto si può vedere qui addietro acart. 124 quanto il Bonarroti pro-teggesse Daniello fino a esser tac-ciato di troppo parziale ; e Daniel-lo dal canto suo avea lomma stimadi Michelangelo, la quale dimo-strò in quel misterioso bassorilie-vo, di cui si è parlato a cart. 135.di questo tomo .