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cere in una conca d’acqua , la quale acqua , essendo per sua naturanella sua sommità piana, e pari, alzando la detta figura a pocoa poco del pari, così vengono a scoprirsi prima le parti più rile-vate j ed a nascondersi i sondi, cioè le parti più basse della figura,tanto che nel fine ella così viene scoperta tutta . Nel medesimomodo si debbono cavare con lo scarpello le figure de' marmi, pri-ma scoprendo le parti più rilevate , e di mano in mano le più basic»il quale modo 1 si vede osservato da Michelagnolo ne’ sopraddettiprigioni » i quali sua Eccellenza vuole , che servino per esempio de’Ani iprefcjj$ri . suoi Accademici * . Amò gli artefici suoi > e praticò con essi come
con Jacopo Sansovino » il Rosso» il Puntormo » Daniello da Vol-terra» e Giorgio Vasari Aretino » al quale usò infinite amorevo-lezze » e fu cagione » che egli attendesse alla architettura con in-tenzione di servirsene un giorno ; e conferiva seco volentieri, ediscorreva delle cose dell’ arte ; e questi » che dicono » che non vo-leva insegnare , hanno il torto » perché 1’ usò sempre a’ suoi fami-gliari » ed a chi domandava consiglio ; e perché mi sono trovatoa molti presente » per modestia lo taccio, non volendo scoprire iS (tTe difetti d’altri . Si può ben far giudizio di questo , che con coloro,
J ' che flettono con seco in cala, ebbe mala fortuna, perché percossoin subietti poco atti a imitarlo 1 2 3 ; perché Piero Urbano Pistoiesesuo creato » era persona d'ingegno , ma non volle mai affaticarsi.Antonio Mini arebbe voluto, ma non ebbe il cervello atto ; equando la cera è dura » non s’imprime bene. Ascanio dalla RipaTransone 4 » durava gran fatiche ; ma mai non se ne vedde il frut-to né in opere , né in disegni, e pestò parecchi anni intorno a una
tavo-
1 Questi prigioni abbozzati so-no nel giardino di Boboli in Fi-renze .
2 Un tal modo di abbozzare lestatue si vede chiaramente in unApostolo » che si crede essere sanMatteo, che si conserva nell’Ope-del duomo di Firenze abbozzatoda Michelangiolo.
3 Se fosse vero quel che si leg-ge nel Viaggio pittorico di Pari-gi a c. 2z. ristampato nel 1752. inquella città , che Gio. Bolognafosse allievo del Bonarroti, nonsi potrebbe dire, che avesse avutamala fortuna nel fare degli allievi ;perché il Bologna riuscì eccellen-te assai. Ma egli fu scolare di Ja-copo Beuch, come dice il Baldi-nucci Dee. 2. part. 2. del lec. 4. a
cart. 120. e solamente mostrò aMichelagnolo , eh’ era presso a-gli 80. anni un suo modello di cre-ta finito col fiato , che gli disse ,avendolo con le dita tutto muta-to d’ attitudine : Va’ prima ad im-parare ad abbozzare , e poi a fi-nire . Tra gli allievi del Bonarro-ti viene annoverato dal Baglionia cart. 54. Giacomo del Duca scul-tore Siciliano di qualche eccellen-za , di cui in Roma è il sepolcrod’ Elena Savelli in s. Gio. Latera-no molto lodato , gettato di bron-zo da Lodovico suo fratello . FuGiacomo anche bravo architetto.
4 Questi è Ascanio Condivi,di cui si è parlato nella Nota pri-ma della presente Vita.