Vita di Michélagnolo Bonarroti. 347onorato spettacolo, entrarono dietro al detto Luogotenente dell’
Accademia , accompagnati dal capitano , ed alabardieri della_»guardia del Duca , i Consoli, e gli accademici, ed insomma tut-ti i pittori, scultori, ed architetti di Firenze ; i quali, poiché furo-no a sedere» dove fra il catafalco» e saltar maggiore erano stati buonapezza aspettati da un numero infinito di signori » e gentiluomini,che secondo i meriti di ciascuno erano stati a sedere accomodati,fi diede principio a una solennissima Messa de’morti con musiche» Pompa dell' tjjiquie.e cerimonie d’ogni sorte ; la quale finita fall sopra il pergamo giàdetto il Varchi, che poi Don aveva sotto mai cotale ufficio » che egli"lo fece per la illustrissima signora ducheflà di Ferrara » figliuola del•duca Cosimo. E quivi con quella eleganza » con que’ modi » e conquella voce » che proprj, e particolari furono » in orando » di tantouomo > raccontò le lodi » i meriti » la Vita » e l’opere dei divinoMichélagnolo Bonarroti.
E nel vero » che grandissima fortuna su quella di Michela-gnolo non morire prima » che suste creata la nostra Accademia »dachè con tanto onore » e con si magnifica » e onorata pompa fucelebrato il suo mortorio. Così a sua gran ventura si dee reputare ,che avvenisse » che egli innanzi al Varchi passasse di questa ad eter-na » e felicissima vita » poiché non poteva da più eloquente » e dot-to uomo essere lodato ; la quale orazione funerale di M. Benedetto Oratimi del VareVarchisi! poco appresto stampata» siccome su anco» non molto do- â > ‘diviati.po , un’ altra similmente bellissima Orazione » pure delle lodi diMichélagnolo» e della pittura » stata fatta dal nobilissimo» edot-tissimo M. Lionardo Salviati 1 » giovane allora di circa ventidueanni, e così raro» e felice ingegno in tutte le maniere di compo-nimenti Latini » e Toscani » quanto sa insino a ora » e meglio sa-prà per l’avvenire tutto il Mondo . Ma che dirò » o che postòdire » che non sia poco della virtù» bontà» e prudenza del molto Re-verendo signor Luogotenente Don Vincenzio Borghini sopraddetto»se non che lui capo » lui guida » e lui consigliere » celebrarono quel-1’ estèquie i virtuosissimi uomini dell’ Accademia » e Compagnia
X x 2 del
1 Questa Orazione del Salviatifu stampata in Firenze nel 1564.in 4. da per se sola , e poi ristam-pata insieme con le altre iùe_>orazioni. Morì il dì 11. di Lugliodel 1589. come si legge nel Dia-rio dell’Accademia della Crulca ,onde si debbon correggere il ca-nonico Salvini , e Apostolo Zeno,che pongono la sua morte nel sul-seguente Settembre . Fu celebreletterato, e tutte le sue opere
sono stimate ; ma quest’ orazionenon è corrispondente al soggetto,eh' ella loda , nè alla fama dell’ ti-ratore .
Si trova anche un Orazione , odiscorso di Messer Gio. Maria Tar-sia fatto nell’ esequie di Michela-gnolo Bonarroti &c. Firenze 1564.in 4. Può esser, che queste e'èquiegli fossero celebrate da qualcheconfraternita particolare, alla qua-le fosse ascritto .