Condusse molte ope-re, che furono pi-gliate per di Giorgi-ne.
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cettoagli occhi corporali» che 1 ’ ajutino a farne buon giudizio ;senza che pur bisogna fare grande studio sopra gì’ ignudi, a vo-lergli intendere bene, il che non vien fatto , nè li può senza_jmettere in carta . Ed il tenere , sempre che altri colorisce , per-sone ignude innanzi, ovvero vestite , è non piccola servitù . Lad-dove , quando altri ha fatto la mano, disegnando in carta , si vienpoi di mano in mano con più agevolezza a mettere in opera dise-gnando » e dipignendo ; e così facendo pratica nel!' arte , si fa lamaniera , ed il giudicio perfetto, levando via quella fatica , estento , con che si conducono le pitture , di cui si è ragionato di-sopra ; per non dir nulla, che disegnando in carta si viene aempiere la mente di bei concetti, e 5' impara a fare a mente_»tutte le cole della Natura , senza avere a tenerle sempre innanzi ,o ad avere a nascere sotto la vaghezza de’ colori lo stento del non sa-pere disegnare , nella maniera che fecero molti anni i pittori Ve-neziani , Giorgione , il Palma , il Pordenone , ed altri che non vi-dero Roma 5 nè altre opere di tutta perfezione . Tiziano dunqueveduto il fare , e la maniera di Giorgione, lasciò la maniera diGian Bellino , ancorché vi aveste molto tempo costumato , e si ac-costò a quella 5 così bene imitando in breve tempo le cose di lui»che furono le sue pitture tal volta scambiate, e credute opere dìGiorgione x » come disotto si dirà . Cresciuto poi Tiziano in età ,pratica» e giudizio» condusse a fresco molte cose » le quali non sipossono raccontare con ordine » estèndo sparse in diversi luoghi.Basta, che furono tali » che si fece da molti periti giudizio » chedovesse » come poi è avvenuto » riuscire eccellentiisimo pittore .A principio dunque, che cominciò a seguitare la maniera di Gior-gione » non avendo più che diciotto anni, fece il ritratto d’ungentiluomo da Ca Barbarigo amico sito » che fu tenuto molto bello ,essendo la somiglianza della carnagione propria» e naturale » e sì bendistinti i capelli l’uno dall’altro,che si conterebbono : come anco si fa-
reb-
1 II cavalier Ridolfi part. 1. ac. 137. dice di Tiziano, che alte-rò la maniera , quando vide il mi-glioramento di Giorgione ; e ag-giunge : Errando nondimeno ilVasari, facendolo suo discepolo iscc.poiché Tiziano era di pari età , eallevato con esso lui nella casa diCiò. Bellino . Ma come si vede daquesta Vita , il Vasari non ha maidetto , che Tiziano fosse discepo-lo , ma bensì imitatore della ma-niera di Giorgione. Nè sussiste e-zi a ndio la ragione , che adduce il
Vasari dell’ essere stati ambeduecondiscepoli del Bellino, essendo-ci molti esempi anche in altre ar-ti , e nelle scienze medesime , dichi è stato maestro d’ un suo con-ditcepolo . Forse il Ridolfi si sondòsu le parole del Vaiar! nella finedella Vita di elio Giorgione , dovedice essere restati di lui due eccel-lenti creati , cioè tra Bastiano delPiombo , e Tiziano . Ma quiviper creato intende il Vaiati, chedalle sue pitture prendeste la ma-niera del colorire.