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Tomo terzo.
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Vita jdi Tiztajto Veccelli. z8z

Calza, il Sansovino , che guidava la fabbrica di s. Spirito , gli ave-va fatto fare disegni per tre quadri grandi a olio, che andavano nelpalco , acciocché gli conducesse di pittura ; ma essendosi poi par-tito il Vasari, furono i detti tre quadri allogati a Tiz iano J , che glicondusse bellissimi, per avere atteso con molt’ arte a fare scortarele figure al disotto iti su. In uno è Abram, che sacrifica Isaac ;nell’ altro David, che spicca il collo a Golia ; e nel terzo Abel uc-ciso da Cairn suo fratello. Nel medesimo tempo ritrasse Tizianose stesso, per lasciare quella memoria di se a i figliuoli - £ venutoFanno 1546. chiamato dal cardinale Farnese andò a Roma , dovetrovò il Vasari, che tornato da Napoli, faceva la sala della Can-celleria al detto cardinale ; perché essendo da quel Signore statoraccomandato Tiziano a elio Vasari, gli tenne amorevol compagnia Tìuane in Rmn >in menarlo a vedére le colè di Roma . £ così riposato, che si fuT. 1 IL C c c Tizia-

1 Quelli tre quadri fono inta-gliati in rame da Valentino le Fa-bre ad acqua sorte molto bene, co-me anche ha intagliate molte altrepitture del medesimo Tiziano, ed’altri pittori Veneziani; e tut-tavia al P.Orlandi è uscito di men-te il porlo nel Catalogo degP inta-gliatori. Gli flessi tre quadri, inpiù grande , furono intagliati daGiuseppe Mitelli nel 1669. ma inmaniera assai inferiore . Non si fache Tiziano si prendesse lo spassod’ intagliare nessuna sua pitturafuori, che una, la quale è raris-sima ne io mai 1’ ho veduta .

A c. 379. nota 1. ho detto , checredo , il Baccanale descritto dalValari esser nel palazzo Pausili.Ora più me ne confermo , che tro-vo in una postilla fatta a questoluogo nel 1628. che assicura, chequesto quadro si trovava nella vil-la del cardinal Ludovisì , dondefarà passato nella casa Panfili .Nella medesima pagina si sa men-zione d' un quadro , che si appellail Cristo della moneta , eh’ era nel-la galleria di Modona , donde pas-sò a quella del re di Pollonia_».

Contiene due fole mezze figure , efu intagliato in rame in Roma nel1694. in piccolo , ma lenza esser-

vi apposto il nome dell' intaglia-tore . Di questa storia abbiamodue altre stampe più grandi, e piùcopiose di figure , ma tra loro al-quanto diverse , una di MartinRota, e l’altra di Corn. Galle.Agostin Caracci parlando di que-ste pitture fatte da Tiziano al Du-ca di Ferrara, scrive in una po-stilla : Le più belle pitture del Mon-do ; e chi non le ha ville , può di-re , non aver vilio mai alcunamaraviglia dell' arte . E dell’ A si.funta rammentata a c. 380. postaali’ altar maggiore de’ Frati mi-nori , si lamenta, che si goda po-co a causa del cattivo lume.

Della rotta di Ghiaradadda ram-mentata a c. 381. dipinta nella saladel Consiglio dice , che bruciòcon l’altre eccellentissime pitturesparse per 1’ altre sale , quandoarse una parte del palazzo . Dovea c. 383. il Vasari dice , che Ti-ziano fece le teste de’ 12. Cesarimolto belle , il Caracci aggiunge inmargine : Molto belle , e belle disorte , che non fi può far più , nètanto . Queste postille sono nell*esemplare del Vasari della stampade’ Giunti, che si conserva nellalibreria Corsini rammentato an-che altrove.