Vita di Jacopo Sansavino- 421
scultore» il quale nella loggia del campanile di san Marco di Ve-nezia » scolpì di marmo alcune fìgurette, e nella chiesa del me-desimo san Marco si vede pur da lui scolpito , e gettato di bronzoun bello , e gran coperchio di pila di bronzo nella cappella disan Giovanni. Aveva costui fatto la statua d'un san Giovanni,nel quale sono i quattro Evangelisti, e quattro storie di san Gio-vanni con bello artifizio, per gettarla di bronzo ; ma morendosid’anni trentacinque, rimase il Mondo privo d’un eccellente evaloroso artefice. E’di mano di costui la volta della cappella dis. Antonio da Padova con molto ricco partimento di stucco. A-veva cominciato per la medesima un serraglio di cinque archi dibronzo, che erano pieni di storie di quel santo, con altre figu-re di mezzo, e basso rilievo ; ma rimase anco questo , per la suamorte , imperfetto , e per discordia di coloro, che avevano curadi farla fare. E n’ erano già stati gettati molti pezzi » che riusci-vano bellissimi, e fatte le cere per molti altri, quando costui simorì, e rimase per le dette cagioni ogni cosa addietro - Il mede-simo Tiziano, quando il Vasari fece il già detto apparato peri signori della Compagnia della Calza in Canareio , fece in quel-lo alcune statue di terra, e molti Termini. E su molte volte ado-perato in ornamenti di scene , teatri, archi, ed altre cose simi-li con suo molto onore, avendo fatto cose tutte piene d’inven-zioni, capricci, e varietà, e sopra tutto con molta prestezza.
Pietro da Salò su anch’egli discepolo del Smsovino , e aven-do durato a intagliare fogliami insino alla sua età di trenta anni »finalmente ajutato dal Sansovino, che gì’ insegnò , si diede a farefigure di marmo ; nel che si compiacque, e studiò di maniera ,che in due anni faceva da se ; come ne sanno fede alcune opereassai buone » che di sua mano sono nella tribuna di san Marco ,e la statua d’ un Marte maggiore del naturale » che è nella fac-ciata del palazzo pubblico ; la quale statua è in compagnia di trealtre di mano di buoni artefici. Fece ancora nelle stanze del Con-siglio de' Dieci due figure, una di maschio, e 1’ altra di femmina ,in compagnia d’ altre due fatte dal Danese Cataneo, scultore disomma lode j il quale » come si dirà , fu anch’ egli discepolo del
San-
primo fu Tiziano Minio , dettoassolutamente Tiziano da Padova,e questi fu discepolo del Sansovi-no . Morì probabilmente in Ve-nezia , come crede il sig. Teman-za a c. 42. circa al 1548. L’ Are-tino gli ferisse due lettere, una
delle quali è nel tom. ni. delle_»
Lettere pittoriche n. lv. e nellanota , eh' è in piè della pagina si
mostra, che non può essere Ti-ziano Aspetti ; ma si poteva sog-giungere , eh’ è questo TizianoMinio . L’ Aspetti poi , eh’ è l’al-tro scultore del medesimo nome ,nacque nel 1565. secondo il Bal-dinucci , e morì in Pisa di 42.anni. Il Vasari parla qui del pri-mo -
Volta del Santo fot.ta da liti .
Pietro da Salò.
Quattro belle /latitonel palai%o pubbli-co.