Vita di Gio it gioVasari.vi son ritratti . E però vi si vede la Pace abbruciar 1’ arme , chiu-dersi il tempio di Jano , e il Furore incatenato. Delle due nicchiegrandi , che mettono in mezzo la storia , in una è la Concordia ,con due Vittorie sopra , che tengono la testa di Tito imperato-re ; e nel!' altra è la Carità con molti putti. Sopra la nicchia ten-gono due Vittorie la testa di Augusto ; e nel fine è P arme di Car-lo V., tenuta dalla Vittoria , e dalla Ilarità ; e tutta quest’operaè piena d’iscrizioni , e motti bellissimi fatti dal Giovio » e inparticolare ve n’ ha uno , che dice , quelle pitture estere state tuttecondotte in cento giorni. Il che io come giovane feci ; come que-gli j che non pensai se non a servire quel Signore , che, come hodetto, desiderava averla finita per un suo servizio in quel tem-po . E nel vero, se bene io m’affaticai grandemente in far carto-ni» e studiare quell’ opera, io consessi, aver fatto errore in met-La fretta offende p t-terla poi in mano di garzoni, per condurla pisi presto, come mi p*r* di Cancelleria .bisognò fare ; perché meglio farebbe stato aver penato cento mesi ,e averla fatta di mia mano. Perciocché, sebbene io non l’avessifatta in quel modo , che avrei voluto per servizio del cardinale,e onor mio , avrei pure avuto quella satissazione d'averla condot-ta di mia mano . Ma questo errore fu cagione , che io mi risol-vei a non far più opere, che non sosterò da me stesso del tutto fi-nite sopra la bozza di mano de gli ajuti, fatta con i disegni dimia mano . Si fecero assai pratichi in quest’ opera Lizzerà, e Ro-viale Spagnuoli, che assai vi lavorarono con esso meco , e BatistaBagnacavallo Bolognese , Bastian Fiori Aretino , Giovan Paolo dalBorgo, e fra Salvadore Foschi d’Arezzo, e molti altri miei gio - Giovani, chevani. In questo tempo andando io spessi, la sera, finita la giorna- reno.ta, a veder cenare il detto illustrissimo cardinal Farnese, doveerano sempre a trattenerlo, con bellissimi, ed onorati ragionamenti,il Molza, Annibal Caro, messer Gandolfo, M- ClaudioTolomei,mesoser Romolo Amafeo, monsignor Giovio , ed altri molti letterati, egalantuomini, de’quali è sempre piena la Corte di quel Signore ,fi venne a ragionare una sera fra l’altre del musco del Giovio,e de’ritratti de gli uomini illustri, che in quello ha posti con or- jeiGievb
dine, e inscrizioni bellissimi. E passando d’una cosa in altra, co-me si fa ragionando, disse monsignor Giovio, aver avuto sempre 1
gran voglia , e averla ancora, d’aggiugnere al museo, e al suolibro de gli elogi 5 un Trattato , nel quale si ragionasse de gli uomi-ni illustri nell’ arte del disegno 1 , stati da Cimabue insino a’ tem-pi nostri. Dintorno a che allargandosi , mostrò certo aver gran co-
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i Moltissimi uomini dotti , e intendenti delle tre belle arti .grandi , e celebri letterati sono Abbiamo veduto, per nominarnestati non solo amanti, ma molto uno , che il Casa elegantissimo,
e giù-