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Tomo terzo.
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Animato dal Giovio1' Autore ali impresasii scrivere.

520 Q_u àrta Parte.

gnizione, e giudizio nelle cose delle nostre arti. Ma è ben vero»che bastandogli fare gran fascio , non la guardava così nel sottile ,e spesse , favellando di detti artefici, o scambiava i nomi, i cogno-mi » le patrie, lopere , o non dicea le cose , come stavano appun-to » ma così alla grossa. Finito» che ebbe il Giovio quel suo di-scorso , voltatosi a me disiò il cardinale : Che ne dite voi, Giorgio»non sarà questa una beli' opera, e fatica ? Bella , rispos io , Mon-signor illustrissimo, se il Giovio farà ajutato da chicchessia dellar-te a mettere le cose a luoghi loro , e a dirle come stanno vera-mente ; parlo così, perciocché , sebbene è stato questo sito discor-so maraviglioso, ha scambiato, e detto molte cose una per unal-tra 1 . Potrete dunque , soggiunse il cardinale , pregato dal Gio-vio , dal Caro , dal Tolomei, e da gli altri, dargli un sento voi ,e una ordinata notizia di tutti i detti artefici, e dellopere lorosecondo sordine detempi ; e così avranno anco da voi questobenefizio le vostre arti ; la qual cosa ancor , che io conoscessi esse-re sopra le mie forze, promisi, secondo il poter mio, di far benvolentieri. E così messemi giù a ricercare i miei ricordi , e scrittifatti intorno a ciò 2 , infin da giovanetto per un cer to mio passa-tempo » e per una affezione, che io aveva alla memoria de nostri ar-tefici , ogni notizia de quali mi era carissima ; misi insieme tuttoquel, che intorno a ciò mi parve a proposito, e lo portai al Gio-vio, il quale, poi che molto ebbe lodata quella fatica , mi disse : Gior-gio mio , voglio, che prendiate voi questa fatica di stendere il tuttoin quel modo , che ottimamente veggio, che saprete fare ; percioc-ché a me non il cuore , non conoscendo le maniere , sapen-do molti particolari, che potrete saper voi : senza che quandopure io facessi , sarei il più più , un Trattatelo simile a quello di

e giudiziosissimo oratore , e poe-ta Latino , e Toscano , e immer-so ne' più gravi, e scabrosi affaridella 5. Sede , pensare a compi-lare un Trattato sopra queste arti.

1 Questo stesso poi è seguitopiù volte al Vatâri, come è os-servato nelle Note , e più c erada osservare, chi ci avesse potutoimpiegar più tempo . Ma è com-patibile Giorgio per la vastità,e ie infinite difficoltà , che sin-contrano in questa Opera.

2 Da questo si vede esser veroquello , che ho notato altrove, cheil Vasari fece molte di queste Vi-te a pezzi , e a bocconi , rica-

vandole da fogliolini delle sue an-notazioni fatte in diversi tempi ,e talora inserendogli nelle Vitegià distese, onde è che talora nonconnetton bene, o son fuori diluogo , e di tempo , e qualchevolta si contradicono con quello,che ha detto innanzi , o dopo .E molti di quei ricordi erano dalui raccolti dalla viva voce deprofessori più vecchi di lui,egli era stato poi ad esaminargli,ma gli aveva creduti bonariamen-te, ma questi son pochi. Vedasila finale di questOpera,dove Gior-gio dice tutto .