Vita di Giorgio Vasari. 523
sere sopra essa Fortuna , e Virtù : e ci' altra parte la Virtù sopral’Invidia, e Fortuna, siccome si vede, che avviene spesse volteveramente. D’intorno nelle facciate sono la Copia, la Libera-lità , la Sapienza , la Prudenza - la Fatica , 1’ Onore, ed altre co-se simili: e sotto attorno girano storie di pittori antichi, di A-pelle, di Zeusi , Parrasio, Protogene, ed altri con varj parla-menti , e minuzie , che lascio per brevità . Feci ancora » neLpalcqd' una camera di legname intagliato, Abram in un gran tondo,di cui Dio benedice il seme , e promette , che moltiplicherà in infi-nito : e in quattro quadri, che a questo tondo sono intorno, fecila Pace, la Concordia, la Virtù, eia Modestia. E perché a ào- vi rt u ivi diente.rava sempre la memoria, e le opere de gli antichi, vedendo tra-lasciare il modo di colorire a tempera, mi venne voglia di risu-scitare questo modo di dipingere, eia feci tutta a tempera; ilqual modo per certo non merita d'estere affatto dispregiato, otralasciato; e ali’entrar della camera feci, quasi burlando, unasposa, che ha in una mano un rastrello , col quale mostra avererastrellato, e portato seco , quanto ha mai potuto dalla cala del pa-dre : e nella mano, che va innanzi, entrando in casa del marito »ha un torchio acceso , mostrando di portare, dove va , il fuoco, checonsuma , e distrugge ogni cosa 1 Mentre , che io mi stava cosìpassando tempo, venuto Panno 1548. don Giovan Benedetto daMantoa » abate di santa Fiora e Lucilia , monastero de’ monaci neriCalTinensi, dilettandosi infinitamente delie cose di pittura, edessendo molto mio amico, mi pregò , che io volessi fargli nellatesta di uno loro refettorio un cenacolo, o altra cosa simile. On-de risolutomi a compiacerlo, andai pensando di farvi alcuna cosa i[tnrìa d'Ester in mfuor dell’ufo comune, e così mi risolvei insieme con quel buon refettorio d' Arme.padre a farvi le nozze della reina Ester con il re Assuero ; e il tut-to in una tavola a olio, lungi quindici braccia, ma prima met-terla in sul luogo , e quivi poi lavorarla ; il qual modo C e lo postoio assennare , che 1’ ho provato ) è quello » che si vorrebbe vera-mente tenere a volere, che a vestono le pitture i suoi proprj , e ve-ri lumi ; perciocché in fatti il lavorare a basso , o in altro luogo ,che in sul proprio, dove hanno da stare, fa mutare alle pitturei lumi, P ombre, e molte altre proprietà. In quest’opera adun-que mi sforzai dimostrare maestà, e grandezza ; comedie io nonpossa far giudizio , se mi venne fatto , o no ; so bene , che il tut-to disposi in modo , che con assai beli’ ordine si conoscono tuttele maniere de’ serventi , paggi, scudieri, soldati della guardia,bottiglieria, credenza, musici, e un nano , ed ogni altra cosa , Pomta Jiquellenot.-che a reale, e magnifico convito è richiesta. Vi si vede fra gli «.e dipinte .altri lo scalco condurre de vivande in tavola, accompagnato da
Vvv 2 • buon
1 Queste pitture sono tutte perite .