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Tomo terzo.
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del Prihci?e don Francesco. zFrcifrai faccia . Ma entrando sotto l’arco 3 vi si vedeva un’assai spa-ziosa loggia 3 o andito 3 o vestibolo 3 che chiamar ce Io vogliamo»nella cui guisa si vedevano Ilare appunto le tre altre entrate 3 lequali congiungendosi insieme nella croce delle due itrade 3 lascia-vano in mezzo tra quadrato spazio di circa otto brace eia per ciascunverso » ove i quattro archi alzandosi ali’altezza di quei di fuori»e girando i peducci in volta » come se a nascer sopra una cupolettav’aveste ; quando erano pervenuti alla intorno rigirante cornice»e ove a cominciare avuto avrebbe a volgersi la volta della cupola »nasceva un ballatojo di dorati balaustri» sopra il quale si vedevanomolto vezzosamente in giro ballare un coro di bellissimi angeletti »e cantare con un concento soavissimo » rimanendovi per più grazia»e perché lume sotto l’arco per tutto si vedesse» in cambio di cupola»il ciel libero » ed aperto. Negli spazjpoi, ospigoli» che si chia-mino » de’quattro angoli » che nascendo stretti di necessità» quan-to più s* alzavano verso la cornice » secondando il giro deli’arco , piùs’aprivano» erano con non men grazia in quattro tondi i quattroanimali dipinti, misticamente da Ezzechiel » e dal divino Giovan-ni messi per i quattro Scrittori del làgro Evangelio. Ma tornandoalla prima di queste quattro logge » o vestiboli » che chiamati ce ‘

gli abbiamo » vi si vedevano le volte con molti vaghi > e leggiadri * J

spartimenti tutte adorne 3 e dipinte con varie istoriette » ed armi»ed imprese di quelle religioni» di cui ell'eran sotto»o da canto» e allequali elle principalmente servivano ; siccome nella facciata di questaprima da man destra » e che con la nicchia del Duca congiunta era »si vedeva in un spazioso quadro dipinto il medesimo Duca dar l’abi-to a’suoi cavalieri con quegli ordini, e cerimonie, che consoetisono di fare ; scorgendosi nella parte più lontana, che Pise rap-presentava » la nobile edificazione del palazzo, della chiesa , e dello-spedale , e nell’ imbalàmento suo in un epitaffio » per dichiara-zione dell’ istoria , si leggevano queste parole ;

COSMUS Med- fior. & Senar. Dux IL equitibusfuis , divino constilocreatis » magnifice , pieque injignia » & sedem pnebet , largequerebus omnibus instruit .

Siccome nell’altra a rincontro di questa » appiccata con la_»nicchia di s.Gio. Gualberto , si vedeva , quando questo medesimoSanto in mezzo ad asprissimi boschi sondava il primo» e principalmonastero , con l’iscrizione anch’ egli nella base , che diceva :

S- Jo. Gualbsrtus in Val lembr osano monte » ab ìnterventoribus ,

& illecebris omnibus remoto loco domicilium ponit sacris suisfoàalibus .

Ma